2020, Martedì, 22 Settembre
A tutto campo


Udienza di Papa Francesco a l´Euromoot

Aula Paolo VI - Sabato, 3 agosto 2019

 

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
AI PARTECIPANTI ALL'"EUROMOOT"
DELL’UNIONE INTERNAZIONALE DELLE GUIDE E SCOUTS D'EUROPA (UISGE)
 

 

 

Cari amici, buongiorno e benvenuti!

 

Ringrazio il Cardinale Angelo Bagnasco per le sue parole e ringrazio anche tutti voi perché siete qui, e perché avete compiuto un lungo cammino per arrivare! Avete fatto tanta strada. Siete un po’ stanchi, sicuramente. Di una cosa sono sicuro: che dentro vi sentite più liberi di prima. Sono sicuro di questo. E che cosa ci dice questo? Che la libertà si conquista in cammino, non si compra al supermercato. Si conquista in cammino. La libertà non arriva stando chiusi in stanza col telefonino e nemmeno sballandosi un po’ per evadere dalla realtà. No, la libertà arriva in cammino, passo dopo passo, insieme agli altri, mai soli.

 

Nel vostro cammino avete avuto cinque tappe, cinque incontri con grandi santi che in epoche diverse hanno percorso l’Europa: Paolo di Tarso, Benedetto da Norcia, Cirillo e Metodio, Francesco di Assisi, Caterina da Siena. Questa gente, questi santi, che cosa hanno avuto in comune? Non hanno atteso qualcosa dalla vita o dagli altri, ma si sono fidati di Dio e hanno rischiato, si sono messi in gioco, in cammino per realizzare dei sogni così grandi che dopo secoli hanno fatto bene anche a noi, a voi, a tutti. Hanno dato la vita, non l’hanno tenuta per sé. Allora, dopo questi cinque incontri, vorrei lasciarvi cinque parole. Voi avete avuto cinque incontri, io vorrei lasciarvi cinque parole. Non mie, ma del Vangelo che vi ha accompagnato nel tragitto e che vi invito a tenere sempre con voi, come vostro navigatore - il Vangelo è il vero navigatore per la strada della vita - e ad aprirlo ogni giorno, perché il Vangelo è la mappa della vita. Ecco le cinque parole di Gesù, sono cinque parole, facili da ricordare: «Date e vi sarà dato» (Lc 6,38). Cinque parole, ma tutto un messaggio, un programma di vita. Parole semplici, che tracciano una rotta chiara. Date e vi sarà dato.

 

Prima di tutto date. Oggi si pensa subito ad avere. Tanti vivono col solo scopo di possedere quel che piace. Ma non sono mai soddisfatti, perché quando hai una cosa ne vuoi un’altra e poi un’altra ancora e avanti così, senza fine. Non c’è la sazietà dell’avere. L’avere di più provoca più fame, più voglia di avere, senza trovare quello che fa bene al cuore. Il cuore si allena non con l’avere, ma col dono. L’avere ingrossa il cuore, lo fa pesante, lo fa mondano. Il dono lo fa leggero. È un allenamento di tutti i giorni. Per questo Gesù fissa come punto di partenza non l’avere, ma il dare: date, cioè iniziate a mettere in gioco la vita! Dare vuol dire alzarsi dalla poltrona, dalle comodità che fanno ripiegare su se stessi, e mettersi in cammino. Dare vuol dire smettere di subire la vita e scendere in campo per regalare al mondo un po’ di bene. Per favore, non lasciate la vita sul comodino, non accontentatevi di vederla scorrere in televisione, non credete che sarà la prossima app da scaricare a farvi felici. «I sogni più belli si conquistano con speranza, pazienza e impegno, rinunciando alla fretta» (Esort. ap. postsin. Christus vivit, 142). Dio vi accompagna in questo cammino e tifa per voi, perché diate il meglio. C’è anche un’altra cosa nella voglia di avere: l’alienazione. Tu perdi la tua originalità e diventerai una fotocopia. Ma Dio ha creato ognuno originale, con il nome proprio. Non facciamo della nostra originalità – come diceva quel ragazzo sedicenne Carlo Acutis – una fotocopia. Quanti giovani oggi, è triste, sono una fotocopia, hanno perso l’originalità e copiano l’identità di qualsiasi altra originalità. Tu dici: “Va bene, do il meglio di me, ma in giro c’è tanto menefreghismo, tanti pensano solo a se stessi. Non è che faccio la figura dell’ingenuo e ci perdo e con il dare divento un ingenuo del quale tutti rideranno?”. Vorrei dirti: fidati di Gesù. Fidati di Gesù. Egli, dopo aver detto date, aggiunge: e vi sarà dato. Dio è Padre e vi darà più di quello che immaginate. Dio non lascia a mani vuote. Quando sembra che ti tolga qualcosa, è solo per fare spazio e darti di più e meglio, per farti avanzare nel cammino. Ti libera delle false promesse dei consumi per farti libero dentro. Gesù ti rende felice dentro, non fuori. Gesù non ti fa il maquillage, no: ti fa la realtà dentro, ti fa bello da dentro, ti fa bella da dentro! Non da fuori. Ti dà quello che nessuna cosa ti può dare; perché l’ultimo smartphone, la macchina più veloce o il vestito alla moda, oltre a non bastare mai, non ti daranno mai la gioia di sentirti amato e anche la gioia di amare. È questa la vera gioia: sentirti amato e amare.

 

Dunque, la prima cosa, dare. È il segreto della vita. Sapete perché? Perché la vita è una realtà speciale: “Io voglio possedere la vita, possedere la mia vita. Come devo fare?” La vita si possiede solo donandola, dandola. Così tu possederai la tua vita! Ma tu puoi dire: “Anche se do il meglio di me, la realtà non cambierà in meglio”. Non è vero. Sai perché? Perché tu sei unico. Perché nessuno al mondo può dare al mondo quello che sei chiamato a dare tu. La stessa cosa qualcuno diceva a Madre Teresa di Calcutta: “Ma lei suora, fa queste cose con i poveri, con i moribondi … Fa tante cose belle … Ma cosa fa questo in un mondo così pagano, così ateo, così malvagio, con tante guerre?”. E lei diceva: “Una goccia in più nel mare. Se non la darò io non la darà nessuno”. Nessuno può dare quello che io, unico, posso dare. Nessuno al mondo può dare quello sei chiamato a dare tu! Ciascuno di voi è unico e – per favore non dimenticatelo mai – è prezioso agli occhi di Dio. Per la Chiesa siete preziosi, per me siete preziosi. Vorrei dirlo a ciascuno di voi: per me tu sei prezioso. Per Dio tu sei prezioso. Sarebbe bello che dal cuore lo diceste ogni volta che vi trovate insieme, a ognuno, dal cuore: “Tu sei prezioso, tu sei prezioso … ”. Questo è il dono. Anche nei riguardi degli altri vale l’invito di Gesù date e vi sarà dato. Mi piace pensare a quella che in gergo scout chiamate Partenza, cioè al momento in cui scegliete di fare del servizio il vostro stile di vita. Aprirsi all’altro, vivere per fare bene all’altro, vivere – per usare le vostre parole – la fratellanza scout: se vivete così, vi sarà dato. Sì, perché se costruite ponti verso gli altri vedrete gli altri percorrere quei ponti verso di voi. Quando invece si sta da soli a guardare per aria, perdendosi nelle proprie fantasie, si vive in bolle di sapone. Ma una vita che vaga per aria evapora anziché andare avanti. Guardate le vostre mani, fatte per costruire, per servire, donare e per dare agli altri e dite a voi stessi: “I care, l’altro mi riguarda”.

 

Date e vi sarà dato vale anche nei confronti del creato. Se continuiamo a sfruttarlo, ci darà una lezione terribile. La stiamo già vedendo. Se ce ne prendiamo cura, avremo una casa anche domani. Nel vostro cammino vi siete immersi nella natura. Bello! Avete notato che il creato non ha frontiere? Il creato non ha frontiere: è di tutti e per tutti. Le piante, i boschi, gli animali crescono senza confini, senza dogane. Il creato è un libro aperto che ci dà un insegnamento prezioso: siamo al mondo per incontrare gli altri, per creare comunione, perché siamo tutti collegati. Il creato è fatto per collegarci con Dio e tra di noi, è il social di Dio. Ma se partiamo dai preconcetti sugli altri, da idee prestabilite, vedremo sempre limiti e barriere. Se invece incominciamo a incontrare l’altro, con la sua storia, con la sua realtà, scopriremo un fratello col quale abitare la casa comune, abitare il creato che non ha frontiere.

 

Cari amici, avete camminato fin qui seguendo il motto Parate viam Domini. Vi incoraggio a preparare la via del Signore ovunque vi troviate. La via del Signore è facile da riconoscere: è quella che come senso di marcia ha il dono, che fa andare avanti il mondo; non il possesso, che fa tornare indietro. Non dimenticare: il possesso è così. Il dare è così. Il possesso ti fa tornare indietro. Il dare ti fa andare avanti. Scegliendo la strada del dono si diventa cittadini attivi, come diceva il vostro fondatore Baden Powell. È tanto importante, oggi: il Signore non cerca solo gente per bene – non solo questo -, ma il Signore cerca gente che fa il bene! Anche l’amore per l’Europa, che vi accomuna, non richiede solo osservatori attenti, ma costruttori attivi: costruttori di società riconciliate e integrate, che diano vita a un’Europa rinnovata; non protettrice di spazi, ma generatrice di incontri. L’Europa ha bisogno di incontrarsi. Voi, rover e scolte di tutta Europa avete questo compito storico. Con il vostro cammino e i vostri sogni state già forgiando lo spirito europeo. Il distintivo di tutti gli scouts è un giglio. È il simbolo che indica il nord sulle bussole e sulle antiche carte nautiche. Ricorda che lo scoutismo vuole formare uomini e donne che aprono strade verso l’Alto e mantengono la rotta giusta, quella del bene. Non dimenticatevi: date, sempre così, in avanti; non con la voglia di possedere che porta sempre indietro. “Date e vi sarà dato”. Sarà il dono a riempirvi la voglia. Vi auguro, cari scolte e rover d’Europa, di essere degli apri-strada sulla via del dono, apri-strada su questa via del dono, del dare. Date e vi sarà dato. Vi ringrazio, vi chiedo di pregare per me e vi auguro una buona strada!

 

Dal 27 luglio al 3 agosto, l’Italia e Roma saranno meta dell’Euromoot nell’ambito del quale circa 5000 Scolte e Rover d’Europa, provenienti da oltre 20 Nazioni, convergeranno nella Città Eterna per l’udienza con Papa Francesco.

 

In gergo scout la parola Euromoot indica un raduno internazionale di Scolte e Rover (rispettivamente ragazze e ragazzi dai 16 anni ai 21 anni). Questo evento permetterà a migliaia di giovani provenienti da Paesi differenti di incontrarsi e di intrecciare amicizie personali, attraverso lo svolgimento di attività volte a conoscersi e a riscoprire le comuni radici culturali e spirituali: durante la settimana di cammino, con il passare dei giorni, scopriranno che il vero patrimonio europeo è la capacità di vivere insieme in pace e fraternità, attorno a valori condivisi e ad un obiettivo comune, che è Cristo.

 

Tre sono le fasi di questa importante settimana: dal 27 luglio al 1° agosto il “Campo Mobile”, l’1 e 2 agosto il ritrovo in quattro differenti punti alle porte della Capitale ed infine il 3 agosto la meta conclusiva, Roma e la Basilica di San Pietro.

 

Per quanto riguarda la prima fase, i ragazzi hanno avuto la possibilità nei mesi scorsi di entrare a contatto e formare dei gemellaggi internazionali ovvero gruppi composti da 30 a 50 giovani di 2 o 3 nazionalità diverse che marceranno attraverso alcune Regioni italiane (Umbria, Abruzzo, Toscana e Lazio). Queste comunità in cammino percorreranno itinerari storici come la Via Francigena, il Cammino di San Benedetto, il Cammino di San Francesco, sulle orme di grandi Santi come San Paolo, i Santi Cirillo e Metodio, San Francesco d’Assisi, San Benedetto da Norcia o Santa Caterina da Siena, Santi che oltre ad essere, alcuni tra di loro, Patroni D’Europa, rappresentano con la loro vita una ideale TRACCIA DA SEGUIRE, alla riscoperta dell’eredità culturale cristiana. Il cammino però non sarà soltanto quello fisico, al contrario; oltre che con le gambe, si camminerà con lo spirito, con la mente e con il cuore. I gemellaggi infatti passeranno per dei punti prestabiliti, dove avranno l’opportunità di confrontarsisu temi che li porteranno ad interrogarsi sulla propria identità di cittadini europei e cristiani ed a riscoprire il valore della Parola con una attività che richiama gli antichi esercizi amanuensi dei monaci Benedettini: “Il mobile scriptoria”!

 

La seconda fase, in cui migliaia di giovani convergeranno in 4 punti prestabiliti, rappresenterà una occasione durante la quale le Scolte ed i Rover potranno fare conoscenza reciproca delle tradizioni e delle caratteristiche di ciascuna Nazione partecipante, ascoltare conferenze di carattere storico e spirituale e, suddivisi in laboratori tematici, dedicarsi all’apprendimento di nuove competenze, dal canto al valore della custodia della terra dono di Dio, alle tecniche scout di vita all’aperto. Insomma, punti di ritrovo dove poter vivere sulla propria pelle in modo esperienziale la dimensione europea!

 

Infine il 3 agosto a Roma, tutti i partecipanti, partendo dai 4 punti alle porte della città, si ritroveranno prima all’interno dell’Aula Nervi per vivere l’udienza con Sua Santità Papa Francesco, 25 anni dopo quella ottenuta dall’allora Pontefice San Giovanni Paolo II per poi, in un secondo momento, trasferirsi all’interno della Basilica di San Pietro per partecipare alla Santa Messa conclusiva presieduta da Sua Eminenza il Cardinal Bagnasco. Grazie all’Euromoot gli Scout d’Europa-Fse danno vita alla fraternità europea e creano una rete di amicizia e solidarietà in tutta Europa e oltre.

 

 

MANILA (Filippine) – Luglio 2018

Si è appena conclusa l’undicesima edizione del Genfest, dove 6.000 giovani dei Focolari di oltre cento Paesi del mondo hanno lanciato il progetto “Pathways for a United World”: percorsi e azioni che puntano ad avvicinare persone e popoli, costruendo rapporti di fraternità nei campi dell’economia, della giustizia, della politica, dell’ambiente, del dialogo interculturale e interreligioso da avviare in tutto il mondo.

 

“In epoca di migrazioni crescenti e di nazionalismi che avanzano, come reazione a una globalizzazione esclusivamente economica che trascura le diversità delle singole culture e religioni, – riassume Maria Voce, presidente dei Focolari – il Genfest propone ai giovani un cambio di prospettiva: non fermarsi al di qua dei muri personali, sociali e politici, ma accogliere senza timori e pregiudizi ogni tipo di diversità”.

 

Nei prossimi anni, dunque, i Giovani per un Mondo Unito dei Focolari saranno impegnati a dar vita ad una ragnatela di attività, mirate a radicare nei propri ambienti e Paesi, mentalità e prassi di pace e solidarietà. “Il sei luglio siamo andati, anche alla sede della FAO e dell’UNESCO qui a Manila – racconta Marco Provenzale – per presentare i nostri progetti e offrire alle organizzazioni internazionali l’impegno di tanti giovani che diventeranno ambasciatori di fraternità nei propri Paesi, con una missione precisa: promuovere azioni “beyond all borders”, come recita il titolo del Genfest, oltre i confini culturali, sociali e politici.

 

Il Genfest è stato festa e impegno assieme, dove anche arte e spettacolo hanno puntato ad esprimere il superamento dei confini, come le due serate-concerto che hanno portato l’Asia al resto del mondo e viceversa. Molto visitata è stata anche la Explo, mostra multimediale e interattiva che ha proposto una lettura rovesciata della storia del mondo, vista nell’ottica dei passi di pace dell’umanità e della centralità dell’impegno personale a costruirla. E per non rimanere nella teoria l’azione Hands for Humanity offriva ai partecipanti la possibilità di “sporcarsi le mani”: i giovani potevano scegliere tra 12 attività di solidarietà, accoglienza e riqualificazione urbana da svolgere in diversi punti di Manila.

 

Storie oltre i muri
Vere protagoniste di questa undicesima edizione però sono le storie dei giovani, che vivono il dramma della migrazione e della segregazione nella quotidianità. “Oggi si parla poco di chi vive il limite nella quotidianità – spiegano gli organizzatori – di chi convive con i muri, con il senso di impotenza e voglia di riscatto”.

 

Guarda intervista con Aziz (Irak)

Sono storie di stringente attualità, come quella di Noé Herrera (Messico) e Josef Capacio (USA) che vivono appena al di là del confine di Stato tra i loro due Paesi. Noé deve affrontare tutti i giorni ore di fila per poter andare a scuola oltre la frontiera. Da dove gli viene la speranza? Dall’amicizia con Josef e altri ragazzi nordamericani con i quali lavora per portare una mentalità condivisa di rispetto e conoscenza reciproca.

 

Aziz, invece, è iracheno: ora vive in Francia e rivolge ai ragazzi del Genfest una domanda: “Vi è mai capitato di pensare che un giorno, improvvisamente, potreste perdere tutto: famiglia, casa, sogni: E tu, voi, cosa fareste?”.

 

Egide e Jean Paul, uno ruandese e l’altro burundese, si sono conosciuti in una circostanza drammatica. A una fermata dell’autobus Jean Paul è stato aggredito e ridotto in fin di vita. Egide l’ha salvato, assistendolo per mesi. Un gesto straordinario se si pensa alla ferita mai rimarginata per il conflitto recente tra i loro Paesi. Esiste allora una ricetta per superare muri e confini quando tutto sembra spingere nella direzione opposta, si chiede il popolo del Genfest?

 

Maria Voce propone tre parole che sono anche un programma di vita per tutti i ragazzi che ora stanno tornando nei propri Paesi: amare, ricominciare e condividere. Amare i popoli altrui come il proprio; ricominciare non perdendo mai la speranza che un altro mondo è possibile e condividere ricchezze, risorse e pesi personali e collettivi. E conclude sfidando i giovani ad essere uomini e donne di unità, persone che portano in cuore i tesori di ogni cultura, ma che sanno anche donarli agli altri ed essere – in definitiva – uomini e donne globali.

 

 

Visita del Papa a Loppiano

Saluto di Emmaus: https://www.youtube.com/watch?v=IdvNDWrfXCg&feature=youtu.be

 

Papa Francesco lancia da Loppiano, il centro internazionale dei Focolari, l’invito ad affrontare insieme le urgenze del nostro tempo.

 

“Costruire una cultura condivisa dell’incontro”. È questa la sfida che Papa Francesco ha lanciato in mattinata dal centro internazionale di Loppiano (FI) ai 7.000 presenti davanti al Santuario Maria Theotókos.

 

Facendo riferimento alle “urgenze spesso drammatiche che ci interpellano da ogni parte e non possono lasciarci tranquilli” – il Santo Padre ha sottolineato che non è più sufficiente solo “l’incontro tra le persone, le culture e i popoli”. Occorrono uomini e donne “capaci di tracciare strade nuove da percorrere insieme” per dar vita ad “una civiltà globale dell’alleanza”.

 

Papa Francesco è arrivato presso il centro dei Focolari alle ore 10 atteso da Maria Voce, presidente del Movimento, Jesús Morán, copresidente e dal vescovo di Fiesole Mons. Mario Meini. Dopo una breve sosta di preghiera dentro il santuario, ha incontrato gli 850 abitanti di Loppiano provenienti da 65 nazioni e le migliaia di persone arrivate da tutta l’Italia e oltre in maggioranza aderenti al Movimento dei Focolari.

 

È la prima volta che un pontefice visita questa “piccola città”, che – come l’ha definita Maria Voce nel suo indirizzo di saluto – vuole essere “laboratorio di convivenza umana, bozzetto di mondo unito e testimonianza di come potrebbe essere la società se fosse basata sull’amore reciproco del Vangelo”.

 

È seguito un dialogo aperto e schietto, scandito da alcune domande poste da un gruppo di cittadini di Loppiano. Le domande hanno toccato da varie prospettive il tema della sfida cristiana nei confronti della modernità. Il Santo Padre ha incoraggiato a non “nascondersi nel quieto vivere, nel perbenismo, o addirittura in una sottile ipocrisia, (…) ma di vivere da discepoli sinceri e coraggiosi in carità e verità” e di affrontare le difficoltà “con tenacia, serenità, positività, fantasia… e anche un po’ di umorismo”.

 

E facendo riferimento alla missione di un progetto originale come Loppiano nell’odierno contesto sociale, il Papa ha invitato ad alzare lo sguardo insieme a lui “per guardare con fedeltà fiduciosa e con creatività generosa al futuro che comincia già oggi”.

 

Dopo aver impartito ai presenti la sua benedizione, 37 cittadini di Loppiano di diverse provenienze, religioni, età ed estrazione sociale hanno salutato personalmente Papa Francesco.

 

In risposta alle parole del Santo Padre, il copresidente dei Focolari, Jesús Morán gli ha consegnato un dono simbolico: un “patto” firmato da tutti gli abitanti, con l’impegno di vivere affinché Loppiano sia sempre più un luogo di fraternità e reciprocità.

 

All’invito di sottoscrivere a sua volta il “Patto di Loppiano” il Santo Padre ha aderito con gioia, tra gli applausi di tutti i presenti.

 

Stefania Tanesini – +39 338 5658244

  

 

Diretta streaming Genfest Italia il 1° maggio 2018 a Loppiano dalle 10.00 in poi. Si apre il 1° maggio, in concomitanza con l’atteso appuntamento dei giovani a Loppiano, la “Settimana mondo unito” dedicata quest’anno in tutto il mondo al tema “Generazione Fame Zero”. A conclusione, l’annuale staffetta mondiale “Run for Unity”.
 

Zoom sui giovani. Anche quest’anno partirà idealmente da Loppiano, la cittadella dei Focolari, il tradizionale appuntamento “Settimana mondo unito”: una rete mondiale di azioni improntate ad uno spirito di fratellanza tra popoli e culture. Da oltre vent’anni la “Settimana” è al cuore delle iniziative dei giovani dei Focolari, che vogliono testimoniare a tutti, non solo ai coetanei ma anche alle più alte istituzioni, che il mondo unito non è un sogno smarrito tra i venti di guerra o sotto il peso del disagio sociale, ma una realtà possibile. Specie se a riprendere in mano le redini della società saranno le nuove generazioni, formate ad una cultura di pace.

 

Il 1° maggio, la cittadella italiana dei Focolari ospiterà una delle tante tappe “nazionali” verso il Genfest di Manila (“Beyond all borders”, luglio 2018), radunando 3 mila giovani da ogni parte d’Italia. Una festa per parlare del più difficile dei confini da superare per andare incontro agli altri: se stessi. “Beyond me”, a Loppiano, racconterà le storie di chi ha voluto operare prima di tutto in sé un profondo cambiamento, uscendo dalla propria “comfort zone” per aprirsi ai valori della solidarietà e alle necessità di chi sta accanto. Per molti dei giovani presenti questa esperienza di apertura affonda le radici in un incontro personale con Dio, che ha trasformato la loro vita e permesso di superare le paure. Per altri, si è trattato del superamento di una malattia o di una disabilità, per altri ancora la presa di coscienza di un disagio. Sarà presente, in nome di un’amicizia ormai collaudata, e in vista della visita del Papa alle due cittadelle, il 10 maggio, anche un folto gruppo di giovani di Nomadelfia.

 

La “Settimana mondo unito” (United World Week), che aprirà i battenti subito dopo, sarà invece un unico grande evento, dislocato in vari punti del mondo. Una expo internazionale – parte integrante dello United World Project – che da più di vent’anni (la prima edizione nel maggio 1995) torna in questo periodo dell’anno per dare vita, in diversi punti del pianeta, ma soprattutto dove prevalgono solitudine, povertà, emarginazione, a rapporti di pacifica convivenza tra popoli e culture. Nel tempo, la “Settimana Mondo Unito” si è fatta spazio nell’opinione pubblica, attraverso i mass media e i social, portando tali azioni di fraternità all’attenzione delle istituzioni locali, nazionali e sovranazionali, ma anche di personalità del mondo della cultura, dello sport, della società civile e religiosa.

 

L’edizione del 2018 avrà come filo conduttore il tema “Generazione Fame zero”, uno dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile contenuti nell’Agenda approvata dagli Stati membri delle Nazioni Unite, da raggiungere entro il 2030. I ragazzi e i giovani del Movimento dei Focolari sono già impegnati, da qualche tempo, a dare un contributo all’importante progetto portato avanti dalla FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura) sui temi della malnutrizione, dello spreco di cibo, del rispetto della natura, con iniziative personali e collettive volte ad un uso responsabile delle risorse della terra (vedi il numero della rivista “Teens” interamente dedicato al tema). La “Settimana” sarà quindi un’occasione per mostrare i frutti di questa collaborazione e coinvolgere un numero crescente di ragazzi, cittadini e istituzioni al raggiungimento dell’obiettivo.

 

A conclusione, con “epicentro” domenica 6 maggio, tornerà “Run for Unity”, staffetta sportiva realizzata da centinaia di migliaia di ragazzi di nazionalità, religioni, culture, etnie diverse che copriranno la terra, passandosi idealmente un testimone di “fraternità”, da est a ovest. A ogni tappa, percorsa a piedi, o in bicicletta, o camminando, o facendo correre un pensiero di pace, la staffetta più controcorrente che ci sia si arricchirà di eventi sportivi, giochi, azioni di solidarietà e quanto può servire a testimoniare che il sogno di un mondo unito resiste, nonostante le tensioni o i segnali contrari. E forse questi ragazzi ne saranno i protagonisti.

 

Facebook: www.facebook.com/primomaggioloppiano/

Il Genfest Italia sarà trasmesso in streaming su www.primomaggioloppiano.it/live

il 1° maggio 2018 dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 14.30 alle 17.00.



 

Versione senza grafica
Versione PDF


<<<  Torna alla pagina precedente

Home - Cerca  
Messaggio Cristiano

Angelus, Piazza San Pietro, Domenica 20 Settembre 2020

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

L’odierna pagina evangelica (cfr Mt 20,1-16) narra la parabola dei lavoratori chiamati a giornata dal padrone della vigna. Attraverso questo racconto, Gesù ci mostra il sorprendente modo di agire di Dio, rappresentato da due atteggiamenti del padrone: la chiamata e la ricompensa.

 

Prima di tutto la chiamata. Per cinque volte il padrone di una vigna esce in piazza e chiama a lavorare per lui: alle sei, alle nove, alle dodici, alle tre e alle cinque del pomeriggio. È toccante l’immagine di questo padrone che esce a più riprese sulla piazza a cercare lavoratori per la sua vigna. Quel padrone rappresenta Dio che chiama tutti e chiama sempre, a qualsiasi ora. Dio agisce così anche oggi: continua a chiamare chiunque, a qualsiasi ora, per invitare a lavorare nel suo Regno. Questo è lo stile di Dio, che a nostra volta siamo chiamati a recepire e imitare. Egli non sta rinchiuso nel suo mondo, ma “esce”: Dio sempre è in uscita, cercando noi; non è rinchiuso: Dio esce. Esce continuamente alla ricerca delle persone, perché vuole che nessuno sia escluso dal suo disegno d’amore.

 

Anche le nostre comunità sono chiamate ad uscire dai vari tipi di “confini” che ci possono essere, per offrire a tutti la parola di salvezza che Gesù è venuto a portare. Si tratta di aprirsi ad orizzonti di vita che offrano speranza a quanti stazionano nelle periferie esistenziali e non hanno ancora sperimentato, o hanno smarrito, la forza e la luce dell’incontro con Cristo. La Chiesa deve essere come Dio: sempre in uscita; e quando la Chiesa non è in uscita, si ammala di tanti mali che abbiamo nella Chiesa. E perché queste malattie nella Chiesa? Perché non è in uscita. E’ vero che quando uno esce c’è il pericolo di un incidente. Ma è meglio una Chiesa incidentata, per uscire, per annunziare il Vangelo, che una Chiesa ammalata da chiusura. Dio esce sempre, perché è Padre, perché ama. La Chiesa deve fare lo stesso: sempre in uscita.

 

Il secondo atteggiamento del padrone, che rappresenta quello di Dio, è il suo modo di ricompensare i lavoratori. Come paga, Dio? Il padrone si accorda per «un denaro» (v. 2) con i primi operai assunti al mattino. A coloro che si aggiungono in seguito invece dice: «Quello che è giusto ve lo darò» (v. 4). Al termine della giornata, il padrone della vigna ordina di dare a tutti la stessa paga, cioè un denaro. Quelli che hanno lavorato fin dal mattino sono sdegnati e si lamentano contro il padrone, ma lui insiste: vuole dare il massimo della ricompensa a tutti, anche a quelli che sono arrivati per ultimi (vv. 8-15). Sempre Dio paga il massimo: non rimane a metà pagamento. Paga tutto. E qui si capisce che Gesù non sta parlando del lavoro e del giusto salario, che è un altro problema, ma del Regno di Dio e della bontà del Padre celeste che esce continuamente a invitare e paga il massimo a tutti.

 

Infatti, Dio si comporta così: non guarda al tempo e ai risultati, ma alla disponibilità, guarda alla generosità con cui ci mettiamo al suo servizio. Il suo agire è più che giusto, nel senso che va oltre la giustizia e si manifesta nella Grazia. Tutto è Grazia. La nostra salvezza è Grazia. La nostra santità è Grazia. Donandoci la Grazia, Egli ci elargisce più di quanto noi meritiamo. E allora, chi ragiona con la logica umana, cioè quella dei meriti acquistati con la propria bravura, da primo si trova ultimo. “Ma, io ho lavorato tanto, ho fatto tanto nella Chiesa, ho aiutato tanto, e mi pagano lo stesso di questo che è arrivato per ultimo”. Ricordiamo chi è stato il primo santo canonizzato nella Chiesa: il Buon Ladrone. Ha “rubato” il Cielo all’ultimo momento della sua vita: questo è Grazia, così è Dio. Anche con tutti noi. Invece, chi cerca di pensare ai propri meriti, fallisce; chi si affida con umiltà alla misericordia del Padre, da ultimo – come il Buon Ladrone – si trova primo (cfr v. 16).

 

Maria Santissima ci aiuti a sentire ogni giorno la gioia e lo stupore di essere chiamati da Dio a lavorare per Lui, nel suo campo che è il mondo, nella sua vigna che è la Chiesa. E di avere come unica ricompensa il suo amore, l’amicizia con Gesù.

 

Dopo l'Angelus

Cari fratelli e sorelle,

secondo i programmi fatti prima della pandemia, nei giorni scorsi avrebbe dovuto svolgersi il Congresso Eucaristico Internazionale a Budapest. Per questo desidero rivolgere il mio saluto ai Pastori e ai fedeli dell’Ungheria e a tutti coloro che aspettavano con fede e con gioia questo evento ecclesiale. Il Congresso è stato rinviato all’anno prossimo, dal 5 al 12 settembre, sempre a Budapest. Proseguiamo, spiritualmente uniti, il cammino di preparazione, trovando nell’Eucaristia la fonte della vita e della missione della Chiesa.

 

Oggi in Italia ricorre la Giornata per l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Incoraggio a sostenere questa importante istituzione culturale, chiamata a dare continuità e nuovo vigore ad un progetto che ha saputo aprire la porta del futuro a molte generazioni di giovani. E’ quanto mai importante che le nuove generazioni siano formate alla cura della dignità umana e della casa comune.

 

Saluto tutti voi, romani e pellegrini di vari Paesi: famiglie, gruppi parrocchiali, associazioni e singoli fedeli.

A tutti auguro una buona domenica. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci.

 Francesco


Questo sito web fa uso di cookie tecnici 'di sessione', persistenti e di Terze Parti.
Non fa uso di cookie di profilazione.
Proseguendo con la navigazione intendi aver accettato l'uso di questi cookie.
OK
No, desidero maggiori informazioni