2014, Giovedì, 23 Ottobre
   
 
   
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Messaggio Cristiano

Video messaggio di papa Francesco per il 50° di Loppiano - 5 Ottobre 2014

 

«Cari fratelli e sorelle abitanti tutti di Loppiano, buonasera.

 

Con voi saluto anche tutte le persone che oggi popolano la cittadella voluta da Chiara Lubich, ispirata al Vangelo della fraternità – quella fraternità universale – e coloro che da ogni angolo del mondo sono collegati e partecipano alla festa per i primi 50 anni della sua fondazione.

 

Loppiano è una realtà che vive al servizio della Chiesa e del mondo, per la quale ringraziare il Signore; una cittadella che è testimonianza viva e efficace di comunione tra persone di diverse nazioni, culture e vocazioni, avendo anzitutto cura nel quotidiano, di mantenere tra voi la mutua e continua carità.

 

Sono contento che abbiate scelto per questa vostra ricorrenza il giorno in cui in tutta la Chiesa si festeggia San Francesco di Assisi, testimone e artefice di pace e fraternità. È una felice coincidenza anche per me, davvero.

 

Gli abitanti di Loppiano, quelli che vivono stabilmente e quelli che vi trascorrono un periodo di esperienza e di formazione, vogliono diventare esperti nell´accoglienza reciproca e nel dialogo, operatori di pace, generatori di fraternità.

 

Proseguite con rinnovato slancio su questa strada, vi auguro che sappiate restare fedeli e possiate incarnare sempre meglio il disegno profetico di questa cittadella fiorita dal carisma dell´unità proprio 50 anni fa. Vivere questo in sintonia profonda con il messaggio del Concilio Vaticano II che allora si stava celebrando, il disegno cioè di testimoniare, nell´amore reciproco verso tutti, la luce e la sapienza del Vangelo. Loppiano scuola di vita, dunque, in cui vi è un unico maestro: Gesù.

 

Si, una città scuola di vita per far ri-sperare il mondo, per testimoniare che il Vangelo è davvero il lievito e il sale della civiltà nuova dell´amore. Ma per questo, attingendo alla linfa spirituale del Vangelo, occorre immaginare e sperimentare una nuova cultura in tutti i campi della vita sociale: dalla famiglia alla politica, all´economia. Cioè la cultura delle relazioni. Principio della sapienza è il sincero desiderio di istruzione, la cura dell´istruzione è amore. Non è un caso che a Loppiano abbia sede, da qualche anno, l´Istituto Universitario Sophia eretto dalla Santa Sede. C´è un urgente bisogno, infatti, di giovani, di uomini e donne che, oltre ad essere opportunamente preparati nelle varie discipline, siano al tempo stesso, impregnati della sapienza che sgorga dall´amore di Dio.

 

Cari amici, di cuore auguro, a Loppiano e a tutti voi, di guardare avanti e guardare avanti sempre, guardare avanti e di puntare in alto con fiducia, coraggio e fantasia. Niente mediocrità.

 

Vi affido a Maria Theotokos, Madre di Dio, che vi accoglie tutti nel santuario al cuore della cittadella. E a voi chiedo di pregare per me. Vi saluto e vi benedico. Arrivederci».

 

 

AI PARTECIPANTI ALL'ASSEMBLEA GENERALE DEL MOVIMENTO DEI FOCOLARI

 

Sala Clementina, 26 settembre 2014

 

Cari fratelli e sorelle,

 

saluto tutti voi, che formate l´Assemblea Generale dell´Opera di Maria e volete viverla pienamente inseriti nell´"oggi" della Chiesa. In modo speciale saluto Maria Voce, che è stata riconfermata Presidente per un ulteriore sessennio. Nel ringraziarla per le parole che mi ha rivolto anche a nome vostro, formulo a lei e ai suoi più stretti collaboratori cordiali auguri di proficuo lavoro a servizio del Movimento, che in questi anni è andato crescendo e si è arricchito di nuove opere e attività anche nella Curia Romana.

 

A cinquant´anni dal Concilio Vaticano II, la Chiesa è chiamata a percorrere una nuova tappa dell´evangelizzazione testimoniando l´amore di Dio per ogni persona umana, a cominciare dai più poveri e dagli esclusi, e per far crescere con la speranza, la fraternità e la gioia il cammino dell´umanità verso l´unità.

 

L´Opera di Maria –nota a tutti col nome di Movimento dei Focolari –è nata nel seno della Chiesa Cattolica da un piccolo seme, che nel corso degli anni ha dato vita a un albero che ora distende i suoi rami in tutte le espressioni della famiglia cristiana e anche tra membri delle diverse religioni e tra molti che coltivano la giustizia e la solidarietà insieme alla ricerca della verità. Questa Opera è sgorgata da un dono dello Spirito Santo - senza dubbio! - il carisma dell´unità che il Padre vuole donare alla Chiesa e al mondo per contribuire a realizzare con incisività e profezia la preghiera di Gesù «Perché tutti siano una sola cosa» (Gv 17,21).

 

Il nostro pensiero si rivolge con grande affetto e riconoscenza a Chiara Lubich, straordinaria testimone di questo dono, che nella sua feconda esistenza ha portato il profumo di Gesù in tante realtà umane e in tante parti del mondo. Fedele al carisma da cui è nato e a cui si alimenta, il Movimento dei Focolari si trova oggi di fronte allo stesso compito che attende tutta la Chiesa: offrire, con responsabilità e creatività, il suo peculiare contributo a questa nuova stagione dell´evangelizzazione. La creatività è importante, non si può andare avanti senza. E´ importante! E in questo contesto vorrei consegnare tre parole a voi che appartenete al Movimento dei Focolari e a coloro che, in vari modi, ne condividono lo spirito e gli ideali: contemplare, uscire, fare scuola.

 

Innanzitutto, contemplare. Oggi abbiamo più che mai bisogno di contemplare Dio e le meraviglie del suo amore, di dimorare in Lui, che in Gesù è venuto a porre la sua tenda in mezzo a noi, (cfr Gv 1,14). Contemplare significa inoltre vivere nella compagnia con i fratelli e le sorelle, spezzare con loro il Pane della comunione e della fraternità, varcare insieme la porta (cfr Gv 10,9) che ci introduce nel seno del Padre (cfr Gv 1,18), perché "la contemplazione che lascia fuori gli altri è un inganno" (Esort. ap. Evangelii gaudium, 281). E´ narcisismo.

 

Ispirata da Dio in risposta ai segni dei tempi, Chiara Lubich scriveva: «Ecco la grande attrattiva del tempo moderno: penetrare nella più alta contemplazione e rimanere mescolati fra tutti, uomo accanto a uomo» (Scritti spirituali 1, 27). Per realizzare questo è necessario allargare la propria interiorità sulla misura di Gesù e del dono del suo Spirito, fare della contemplazione la condizione indispensabile per una presenza solidale e un´azione efficace, veramente libera e pura.

 

Vi incoraggio a rimanere fedeli a questo ideale di contemplazione, a perseverare nella ricerca dell´unione con Dio e nell´amore vicendevole coi fratelli e le sorelle, attingendo alle ricchezze della Parola di Dio e della Tradizione della Chiesa, a questo anelito di comunione e di unità che lo Spirito Santo ha suscitato per il nostro tempo. E fate dono a tutti di questo tesoro!

 

La seconda parola, molto importante perché esprime il movimento dell´evangelizzazione, è uscire.

Uscire come Gesù è uscito dal seno del Padre per annunciare la parola dell´amore a tutti, fino a donare tutto se stesso sul legno della croce. Dobbiamo imparare da Lui, da Gesù «questa dinamica dell´esodo e del dono, dell´uscire da sé del camminare e seminare sempre di nuovo, sempre oltre» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 222), per comunicare a tutti generosamente l´amore di Dio, con rispetto e come ci insegna il Vangelo: «gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Mt 10,8). Questo senso della gratuità: perché la Redenzione è stata fatta nella gratuità. Il perdono dei peccati non si può "pagare". Lo ha "pagato" Cristo una volta, per tutti! La gratuità della Redenzione, noi dobbiamo attuarla con i fratelli e le sorelle. Dare con gratuità gratuitamente, quello che abbiamo ricevuto. E la gratuità va insieme alla creatività le due vanno insieme.

 

Per fare questo, occorre diventare esperti in quell´arte che si chiama "dialogo" e che non s´impara a buon mercato. Non possiamo accontentarci di mezze misure, non possiamo indugiare, ma piuttosto, con l´aiuto di Dio, puntare in alto e allargare lo sguardo! E per far questo dobbiamo uscire con coraggio «verso di Lui fuori dall´accampamento, portando il suo disonore» (Eb 13,13).

 

Egli ci aspetta nelle prove e nei gemiti dei nostri fratelli, nelle piaghe della società e negli interrogativi della cultura del nostro tempo. Fa male al cuore quando, davanti a una chiesa, a una umanità con tante ferite, ferite morali, ferite esistenziali, ferite di guerra, che sentiamo tutti i giorni, vedere come i cristiani incominciano a fare "bizantinismi" filosofici, teologici, spirituali, ma serve invece una spiritualità dell´uscire. Uscire con questa spiritualità non rimanere dentro chiuso a quattro mandate. Questo non va. Questo è "bizantinismo"! Oggi non abbiamo diritto alla riflessione bizantinistica. Dobbiamo uscire! Perché–l´ho detto altre volte - la Chiesa sembra un ospedale da campo. E quando si va in un ospedale da campo, il primo lavoro è curare le ferite, non fare il dosaggio del colesterolo… questo verrà dopo… E´ chiaro?

 

E infine la terza parola: fare scuola. San Giovanni Paolo II, nella Lettera apostolica Novo millennio ineunte, ha invitato tutta la Chiesa a diventare "casa e scuola della comunione" (cfr n. 43), e voi avete preso sul serio questa consegna. Occorre formare, come esige il Vangelo, uomini e donne nuovi e a tal fine è necessaria una scuola di umanità sulla misura dell´umanità di Gesù. È Lui, infatti, l´Uomo nuovo a cui in ogni tempo i giovani possono guardare, di cui possono innamorarsi, la cui via possono seguire per far fronte alle sfide che ci stanno di fronte. Senza una adeguata opera di formazione delle nuove generazioni, è illusorio pensare di poter realizzare un progetto serio e duraturo a servizio di una nuova umanità.

 

Chiara Lubich aveva a suo tempo coniato un´espressione che rimane di grande attualità oggi –diceva –occorre formare "uomini-mondo", uomini e donne con l´anima, il cuore, la mente di Gesùe per questo capaci di riconoscere e di interpretare i bisogni, le preoccupazioni e le speranze che albergano nel cuore di ogni uomo.

 

Care sorelle e cari fratelli, vi auguro che questa vostra Assemblea porti abbondanti frutti; e vi ringrazio per il vostro impegno generoso. Che Maria, nostra Madre, vi aiuti a camminare sempre con fiducia, con coraggio e con perseveranza, con creatività gratuitamente e in comunione con tutta la Chiesa, sui sentieri di luce e di vita tracciati dallo Spirito Santo. Vi benedico, e per favore, vi chiedo di pregare per me, perché ne ho bisogno. Grazie!

 

FRANCESCO