2020, Giovedì, 13 Agosto
Informazioni

Presentazione

 

Cari lettori, non posso lasciare la tradizione di augurare a tutti un Mondo di Bene! Tanto più che il 2020 risuona bel tondo!

 

I miei AUGURI sono un po’ speciali: il nuovo Anno 2020 inizia con una “novità” che si rifà al 1968 … Allora erano i giovani a fare la rivoluzione; OGGI abbiamo una giovane, GRETA, che trascina con sé il mondo … ridotto ai minimi termini!

 

Da una quindicina d’anni i mass-media non fanno che mettere in risalto come siano i “social” a dominare la stampa internazionale. Ognuno per sé, dappertutto e in tutti settori: chi fa più rumore sembra aver ragione!

 

Si parla dell’Amazzonia che è il “ polmone” con cui il nostro globo respira e dà vita. Tutti sembrano d’accordo su questo, ma poi ogni governo utilizza ogni mezzo, a volte anche illecito, perché troppo inquinante … a scapito della gente indigena, che da sempre ha trovato lì il proprio “ habitat”. Da qui la lotta tra chi vuole restare in “casa propria” e chi vuole guadagnare, distruggendo la foresta vergine, a favore di coloro che fanno sognare “i paradisi terrestri” alla gente che risiede altrove …

 

Papa Francesco ce la mette tutta per favorire gli abitanti locali.

Verrebbe da domandarci: “dov’è “l’amore reciproco” nel mondo intero? Esiste e lo si vede tra gli animali non intelligenti … ma tra gli umani, con tanto di anima/spirito”, per cui Gesù/Dio si è fatto uomo tra noi, si stenta a vederne i frutti.  

 

A te, eventuale lettore, voglio dire il mio GRAZIE di cuore per aver cliccato questo nostro SITO, parlando con il “ BE NA BE”, che in lingua “ sango” del Centrafrica significa “ cuore a cuore”. Ti sarai accorto che il suo scopo è di allargare gli orizzonti … specie cristiani … ad ampio raggio, perché il Buon Dio/Creatore quotidianamente ci dona l’aria per respirare e la luce per vedere. Per questo è facile affermare che TUTTI, di ambo i sessi, di diverse culture e nazioni… siamo nati per un “SI’ del Creatore, ascoltando la Sua Voce in noi; senza dimenticare che, prima o poi, ci ritroveremo davanti a Lui per respirare a pieni polmoni la Sua Pace, la Sua Gioia in Serenità. Tutti siamo d’accordo, ma ognuno deve fare la sua parte… ascoltando la propria coscienza.

 

Grazie di cuore a tutti,  e per finire vorrei confidarvi che sento molto vicina a me, nella mia anzianità, la presenza silenziosa e amorevole di Maria, la Madre di Gesù. Vi affido a Lei … che sa fare bene un buon lavoro di accompagnamento presso il Figlio suo … nientemeno che DIO!

 

Come dice Papa Francesco, mi raccomando alle vostre preghiere. Da parte mia siete sempre e tutti/tutte presenti nelle mie preghiere. Ancora GRAZIE!  

 

Lo Stagionato



 

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Messaggio Cristiano

Angelus, Piazza San Pietro, Domenica 9 Agosto 2020

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

 

Il brano evangelico di questa domenica (cfr Mt 14,22-33) narra di Gesù che cammina sulle acque del lago in tempesta. Dopo aver sfamato le folle con cinque pani e due pesci – come abbiamo visto domenica scorsa –, Gesù ordina ai discepoli di salire sulla barca e ritornare all’altra riva. Lui congeda la gente e poi sale sulla collina, da solo, a pregare. Si immerge nella comunione con il Padre.

 

Durante la traversata notturna del lago, la barca dei discepoli rimane bloccata da un’improvvisa tempesta di vento. Questo è abituale, sul lago. A un certo punto, essi vedono qualcuno che cammina sulle acque venendo verso di loro. Sconvolti pensano sia un fantasma e gridano per la paura. Gesù li rassicura: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora – Pietro, che era così deciso – risponde: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Una sfida. E Gesù gli dice: «Vieni!». Pietro scende dalla barca e fa alcuni passi; poi il vento e le onde lo spaventano e comincia ad affondare. «Signore, salvami!», grida, e Gesù lo afferra per la mano e gli dice: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».

 

Questo racconto è un invito ad abbandonarci con fiducia a Dio in ogni momento della nostra vita, specialmente nel momento della prova e del turbamento. Quando sentiamo forte il dubbio e la paura ci sembra di affondare, nei momenti difficili della vita, dove tutto diventa buio, non dobbiamo vergognarci di gridare, come Pietro: «Signore, salvami!» (v. 30). Bussare al cuore di Dio, al cuore di Gesù: «Signore, salvami!». È una bella preghiera. Possiamo ripeterla tante volte: «Signore, salvami!». E il gesto di Gesù, che subito tende la sua mano e afferra quella del suo amico, va contemplato a lungo: Gesù è questo, Gesù fa questo, Gesù è la mano del Padre che mai ci abbandona; la mano forte e fedele del Padre, che vuole sempre e solo il nostro bene. Dio non è il grande rumore, Dio non è l’uragano, non è l’incendio, non è il terremoto – come ricorda oggi anche il racconto sul profeta Elia –; Dio è la brezza leggera – letteralmente dice così: è quel “filo di silenzio sonoro” – che non si impone ma chiede di ascoltare (cfr 1 Re 19,11-13). Avere fede vuol dire, in mezzo alla tempesta, tenere il cuore rivolto a Dio, al suo amore, alla sua tenerezza di Padre. Gesù, questo voleva insegnare a Pietro e ai discepoli, e anche a noi oggi. Nei momenti bui, nei momenti di tristezza, Lui sa bene che la nostra fede è povera – tutti noi siamo gente di poca fede, tutti noi, anch’io, tutti – e che il nostro cammino può essere travagliato, bloccato da forze avverse. Ma Lui è il Risorto! Non dimentichiamo questo: Lui è il Signore che ha attraversato la morte per portarci in salvo. Ancora prima che noi cominciamo a cercarlo, Lui è presente accanto a noi. E rialzandoci dalle nostre cadute, ci fa crescere nella fede. Forse noi, nel buio, gridiamo: “Signore! Signore!”, pensando che sia lontano. E Lui dice: “Sono qui!”. Ah, era con me! Così è il Signore.

 

La barca in balia della tempesta è immagine della Chiesa, che in ogni epoca incontra venti contrari, a volte prove molto dure: pensiamo a certe lunghe e accanite persecuzioni del secolo scorso, e anche oggi, in alcune parti. In quei frangenti, può avere la tentazione di pensare che Dio l’abbia abbandonata. Ma in realtà è proprio in quei momenti che risplende maggiormente la testimonianza della fede, la testimonianza dell’amore, la testimonianza della speranza. È la presenza di Cristo risorto nella sua Chiesa che dona la grazia della testimonianza fino al martirio, da cui germogliano nuovi cristiani e frutti di riconciliazione e di pace per il mondo intero.

 

L’intercessione di Maria ci aiuti a perseverare nella fede e nell’amore fraterno, quando il buio e le tempeste della vita mettono in crisi la nostra fiducia in Dio.

 

Dopo l'Angelus

Cari fratelli e sorelle,

il 6 e il 9 agosto del 1945, 75 anni fa, avvennero i tragici bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. Mentre ricordo con commozione e gratitudine la visita che ho compiuto in quei luoghi lo scorso anno, rinnovo l’invito a pregare e a impegnarsi per un mondo totalmente libero da armi nucleari.

 

In questi giorni il mio pensiero ritorna spesso al Libano – lì vedo una bandiera del Libano, un gruppo di libanesi. La catastrofe di martedì scorso chiama tutti, a partire dai Libanesi, a collaborare per il bene comune di questo amato Paese. Il Libano ha un’identità peculiare, frutto dell’incontro di varie culture, emersa nel corso del tempo come un modello del vivere insieme. Certo, questa convivenza ora è molto fragile, lo sappiamo, ma prego perché, con l’aiuto di Dio e la leale partecipazione di tutti, essa possa rinascere libera e forte. Invito la Chiesa in Libano ad essere vicina al popolo nel suo Calvario, come sta facendo in questi giorni, con solidarietà e compassione, con il cuore e le mani aperte alla condivisione. Rinnovo inoltre l’appello per un generoso aiuto da parte della comunità internazionale. E, per favore, chiedo ai vescovi, ai sacerdoti e ai religiosi del Libano che stiano vicini al popolo e che vivano con uno stile di vita improntato alla povertà evangelica, senza lusso, perché il vostro popolo soffre, e soffre tanto.

 

Saluto tutti voi, romani e pellegrini di vari Paesi – tante bandiere qui – famiglie, gruppi parrocchiali, associazioni. In particolare, saluto i giovani di Pianengo, in diocesi di Crema – eccoli…, rumorosi! –, che hanno percorso la via Francigena da Viterbo a Roma. Bravi, complimenti!

 

Invio un cordiale saluto ai partecipanti al Tour de Pologne – tanti polacchi ci sono qui!, gara ciclistica internazionale che quest’anno è disputata in ricordo di San Giovanni Paolo II nel centenario della sua nascita.

 

A tutti voi auguro una buona domenica. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!

 Francesco


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