AttivitÓ Estive 2022

A Savona due settimane di vita fraterna con i Frati Cappuccini

Si terranno nel convento e possono parteciparvi adulti e giovani

 

Savona. I Frati Minori Cappuccini invitano adulti e giovani a partecipare a due settimane di vita fraterna nel loro convento in via san Francesco d’Assisi 16, nel quartiere Villetta.

 

La prima si terrà dall'8 al 14 agosto per le persone sopra i 35 anni d'età e avrà il tema "Venite, riposatevi un po'", ispirato alle parole dell'evangelista Marco (Mc 6,31). "Saranno giorni alla (ri)scoperta di Dio nella pace del convento", spiegano i frati: al mattino meditazione guidata sulla Parola, riflessione personale e condivisione; al pomeriggio svago di gruppo; serata francescana vista mare; ogni giorno lodi, vespri e messa.

 

Le iscrizioni si chiudono venerdì 8 luglio. Per informazioni è possibile contattare fra Alessandro (alefrec@hotmail.it | 3498176415) o fra Hervè (herveviode@gmail.com | 3249077118).

 

La seconda sarà dal 22 al 28 agosto per chi ha dai 18 ai 35 anni: sette giorni in autogestione, in compagnia della Parola di Dio, aprendo il cuore all'ascolto di sé e condividendo il tempo di vacanza nel verde, al mare o curiosando in città. "Ritagliatevi gli ultimi giorni dell'estate per riprendere fiato e ripartire con sprint sulle strade della vostra vita", è l'invito dei cappuccini.

 

Per informazioni è possibile contattare fra Alessandro (alefrec@hotmail.it | 3498176415) o fra Roberto (ropertoparodi@gmail.com | 3403414320).


Ufficio Stampa Diocesi di Savona-Noli
Piazza del Vescovato 11R
17100 Savona SV Italia
www.chiesasavona.it

 

ECCOCI !

 

Due avvenimenti già si sostengono e si completano a vicenda:  il BENABE e il ZOKWEZO. Ora entrambi si rafforzano e s'incoraggiano con il CONCORSO LETTERARIO … per attutire i toni di PAURA, SOFFERENZA e MORTE, che da tanto tempo il COVID 19 porta con sé.

 

Da una decina di anni un Cappuccino genovese che prima si firmava “L'EX” e ora, per i suoi 94 anni compiuti, si firma “Lo STAGIONATO”, ha messo sul WEB il sito “BENABE”, che nella lingua sango del Centrafrica significa “cuore a cuore”.

 

Detto sito è apparso nel 2007, prendendo il nome del giornalino, che in ogni numero, sempre puntuale e conciso, conteneva l'approfondimento teologico di RITA Muscardin, autrice del presente Concorso Letterario.

 

Ora a sostegno del BENABE é venuto il “ZOKWEZO”, il cui significato in lingua sango significa “TUTTI EGUALI ” - Bianchi e Neri: da “ZO” (persona/Uomo) e “KWE” (Tutti). E' stato BARTHELEMY BOGANDA a conquistare con tale slogan l'Indipendenza della nazione centrafricana, di cui è divenuto primo Presidente.

Fino a quel momento, la colonia francese si chiamava “OUBANGUI CHARI “ e faceva parte dell'Africa Equatoriale Francese, assieme al CIAD –GABON e CONGO BRAZZAVILLE.

 

Con l'annuncio del CONCORSO LETTERARIO gli slogan di BENABE e di ZOKWEZO avranno uno sviluppo trinitario!

Il loro successo dipenderà dalla mail info@benabe.org per cui preghiamo i lettori di scrivere! Sicuramente “LO STAGIONATO” risponderà ai messaggi.  Grazie di cuore!

Concerto al tramonto
 
  Liturgia del giorno >>>

Giovedì della XIII settimana del Tempo Ordinario

Am 7,10-17 Sal 18 Mt 9,1-8: Resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.
Blog del Koko
NEW LAUDATO SI´, O MIO SIGNORE!

Il BLOG di "BENABE" è aperto a tutti, per aiutare reciprocamente a tendere a quel SOLO che da sempre ci aspetta per "perderci" in Lui.
LE MIE RIFLESSIONI
Il dono ... suggello d'amore

"L´amore è la più potente forza del mondo: scatena, attorno a chi lo vive, la pacifica rivoluzione cristiana" CL

Allegati
Le parole del Papa
NEW UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro - Mercoledì, 15 Giugno 2022

PASQUA 2022 - MESSAGGIO URBI ET ORBI DEL SANTO PADRE FRANCESCO

Loggia centrale della Basilica Vaticana - Domenica, 17 Aprile 2022
Letture e meditazioni
NEW Parola di vita giugno 2022

"Il mio Signore sei tu, solo in te è il mio bene" (Sal 16[15],2).

La Parola di Vita di questo mese è tratta dal libro dei Salmi, che raccoglie le preghiere per eccellenza, ispirate da Dio al Re Davide e ad altri oranti, per insegnare come rivolgersi a Lui.

V GIORNATA MONDIALE DEI POVERI

Domenica XXXIII del Tempo Ordinario, 14 novembre 2021
Cronaca Bianca
Attratti dalla bellezza: l´Immacolata

Atto di affidamento alla Beata Vergine Maria di Fatima

Quando Dio interviene

Vangelo vissuto

Questa rubrica è stata aperta per dare spazio a fatti positivi, raccolti qua e là in tutto il mondo. Sta al lettore lasciarsi interpellare e capire che non esiste "caso" vero che non mostri l´intervento di Dio.

La conversione missionaria della comunità parrocchiale

"Vietato lamentarsi"

Allegati
A tutto campo
Aneddoti di vita

pps

Allegati

IL CERCHIO DELLA GIOIA

L'esperienza di un sacerdote che ha dato la vita per Cristo, ricalcando l'invito del Papa ai giovani a diventare missionari e portare l'amore e la fede nel mondo

Ospedale da campo

Malnutrizione causa disabilità per un bambino su 5
A tu per tu
Vivere il Rosario

"Da Missioni OMI. Rivista mensile di attualità missionaria - www.missioniomi.it"

Missione, con lo stile di Maria
Pensieri del Gufo
PENSIERI DEL GUFO

Su una vecchia quercia stava un vecchio Gufo, più taceva e più sapeva, più sapeva e più taceva...
Testimoni del nostro tempo
Ho conosciuto Chiara

Bonaventura Marinelli Ofm capp.

CIAO GRANDE SILVANO CHE CI HAI VOLUTO BENE ů

www.focolareliguria - 15/04/2020
I Cappuccini
Vita del convento di Savona

ESTATE 2O22

Allegati

VIII CENTENARIO FRANCESCANO
Africa di ieri e di oggi
Padre Cipriano Vigo: 61 anni di missione in Centrafrica!

A 50 anni dalla fondazione di Ngaoundaye - Rep. Centrafricana

Da IONE

AGGIORNAMENTO SUL CENTRAFRICA
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Messaggio Cristiano
ANGELUS Piazza San Pietro Domenica, 26 giugno 2022

 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Il Vangelo della Liturgia di questa Domenica ci parla di una svolta. Dice così: «Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme» (Lc 9,51). Così inizia il “grande viaggio” verso la città santa, che richiede una speciale decisione perché è l’ultimo. I discepoli, pieni di entusiasmo ancora troppo mondano, sognano che il Maestro vada incontro al trionfo; Gesù invece sa che a Gerusalemme lo attendono il rifiuto e la morte (cfr Lc 9,22.43b-45); sa che dovrà soffrire molto; e ciò esige una ferma decisione. Così Gesù va con passo deciso verso Gerusalemme. È la stessa decisione che noi dobbiamo prendere, se vogliamo essere discepoli di Gesù. In che cosa consiste questa decisione? Perché noi dobbiamo essere discepoli di Gesù sul serio, con vera decisione, non – come diceva una vecchietta che ho conosciuto – “cristiani all’acqua di rose”. No! Cristiani decisi. E ci aiuta a capirlo l’episodio che l’Evangelista Luca racconta subito dopo.

 

Mentre erano in cammino, un villaggio di Samaritani, avendo saputo che Gesù era diretto a Gerusalemme – che era la città avversaria –, non lo accoglie. Gli apostoli Giacomo e Giovanni, sdegnati, suggeriscono a Gesù di punire quella gente facendo scendere un fuoco dal cielo. Gesù non soltanto non accetta la proposta, ma rimprovera i due fratelli. Essi vogliono coinvolgerlo nel loro desiderio di vendetta e Lui non ci sta (cfr vv. 52-55). Il “fuoco” che Lui è venuto a portare sulla terra è un altro, (cfr Lc 12,49) è l’Amore misericordioso del Padre. E per far crescere questo fuoco ci vuole pazienza, ci vuole costanza, ci vuole spirito penitenziale.

 

Giacomo e Giovanni invece si lasciano prendere dall’ira. E questo capita anche a noi, quando, pur facendo del bene, magari con sacrificio, anziché accoglienza troviamo una porta chiusa. Viene allora la rabbia: tentiamo perfino di coinvolgere Dio stesso, minacciando castighi celesti. Gesù invece percorre un’altra via, non la via della rabbia, ma quella della ferma decisione di andare avanti, che, lungi dal tradursi in durezza, implica calma, pazienza, longanimità, senza tuttavia minimamente allentare l’impegno nel fare il bene. Questo modo di essere non denota debolezza ma, al contrario, una grande forza interiore. Lasciarsi prendere dalla rabbia nelle contrarietà è facile, è istintivo. Ciò che è difficile invece è dominarsi, facendo come Gesù che – dice il Vangelo – si mise «in cammino verso un altro villaggio» (v. 56). Questo vuol dire che, quando troviamo delle chiusure, dobbiamo volgerci a fare il bene altrove, senza recriminazioni. Così Gesù ci aiuta a essere persone serene, contente del bene compiuto e che non cercano le approvazioni umane.

 

Adesso domandiamoci: noi a che punto siamo? A che punto siamo noi? Davanti alle contrarietà, alle incomprensioni, ci rivolgiamo al Signore, gli chiediamo la sua fermezza nel fare il bene? Oppure cerchiamo conferme negli applausi, finendo per essere aspri e rancorosi quando non li sentiamo? Quante volte, più o meno consapevolmente, cerchiamo gli applausi, l’approvazione altrui? Facciamo quella cosa per gli applausi? No, non va. Dobbiamo fare il bene per il servizio e non cercare gli applausi. A volte pensiamo che il nostro fervore sia dovuto al senso di giustizia per una buona causa, ma in realtà il più delle volte non è altro che orgoglio, unito a debolezza, suscettibilità e impazienza. Chiediamo allora a Gesù la forza di essere come Lui, di seguirlo con ferma decisione in questa strada di servizio. Di non essere vendicativi, di non essere intolleranti quando si presentano difficoltà, quando ci spendiamo per il bene e gli altri non lo capiscono, anzi, quando ci squalificano. No, silenzio e avanti.

La Vergine Maria ci aiuti a fare nostra la ferma decisione di Gesù di rimanere nell’amore fino in fondo.

 

Dopo l'Angelus

Cari fratelli e sorelle!

Seguo con preoccupazione quanto sta accadendo in Ecuador. Sono vicino a quel popolo e incoraggio tutte le parti ad abbandonare la violenza e le posizioni estreme. Impariamo: solo con il dialogo si potrà trovare, spero presto, la pace sociale, con particolare attenzione alle popolazioni emarginate e ai più poveri, ma sempre rispettando i diritti di tutti e le istituzioni del Paese.

 

Desidero esprimere la mia vicinanza ai familiari e alle consorelle di Suor Luisa Dell’Orto, Piccola sorella del Vangelo di Charles de Foucauld, uccisa ieri a Port-au-Prince, capitale di Haiti. Da vent’anni suor Luisa viveva là, dedita soprattutto al servizio dei bambini di strada. Affido a Dio la sua anima e prego per il popolo haitiano, specialmente per i piccoli, perché possano avere un futuro più sereno, senza miseria e senza violenza. Suor Luisa ha fatto della sua vita un dono per gli altri fino al martirio.

 

Saluto tutti voi, romani e pellegrini dell’Italia e di tanti Paesi. Vedo bandiera argentina, miei connazionali, vi saluto tanto! In particolare, saluto i fedeli provenienti da Lisbona, gli studenti dell’Istituto Notre-Dame de Sainte-Croix di Neuilly, in Francia, e quelli di Telfs, in Austria. Saluto la Corale polifonica di Riesi, il gruppo di genitori di Rovigo e la comunità pastorale Beato Serafino Morazzone di Maggianico. Vedo che ci sono bandiere dell’Ucraina. Lì, in Ucraina, continuano i bombardamenti, che causano morti, distruzione e sofferenze per la popolazione. Per favore, non dimentichiamo questo popolo afflitto dalla guerra. Non dimentichiamolo nel cuore e con le nostre preghiere.

 

Vi auguro una buona domenica. E, per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci.

 

 

Papa Francesco 

 


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