2021, Martedì, 20 Aprile
I Cappuccini


Vita del convento di SAVONA



 

24 Novembre

RADIO MARIA - Trasmissione radiofonica in diretta

Ore 16.30         S. Rosario

Ore 17              S. Messa e Vespri

 

 

 

 

Ottocento anni fa l’incontro di Francesco col Sultano

 

Giovedì 3 Ottobre

 

Ore 17   S. Messa e Commemorazione del Transito

 

Venerdì 4 Ottobre

 

Ore 17   S. Messa solenne concelebrata da Mons. Vittorio Lupi, vescovo emerito di Savona, da Mons. Thomas, vescovo emerito di Mysore e dalla comunità dei Padri Cappuccini

 

Pesca di beneficenza

per le Comunità missionarie dei Cappuccini in Centrafrica e Perù

 

Oh Signore, fa di me uno strumento della tua Pace!

 

 Immagine correlata

 

RICORDANDO CHIARA - A Savona un pomeriggio in FAMIGLIA

 

Giovedì 15 marzo 2018 ci siamo ritrovati numerosi, nonostante la giornata fredda e piovosa, come comunità dei Focolari di  Savona, al convento dei frati Cappuccini. Abbiamo avuto la gioia di avere con noi, dai focolari di Genova, Maria Rita, Luigi e Domenico.

 

L’appuntamento era alle ore 17 per la celebrazione della S. Messa presieduta dal vescovo Mons. Calogero Marino e concelebrata da padre Gianni, padre Vittorio e padre Umberto. Quest’ultimo, religioso focolarino, 90 anni di età, di cui circa 50 trascorsi come missionario nella Repubblica Centro Africana, ma con lo spirito da Gen.

 

La celebrazione, seguita con molta attenzione e raccoglimento, è stata animata dai canti preparati dall’immancabile Fabio ed eseguiti da un piccolo coro. Il vescovo nell’omelia ha ricordato Chiara come donna di intercessione, profezia e intimità.

 

Al termine della messa ci siamo spostati nell’attiguo salone, precedentemente predisposto, dove è stato proiettato un video riguardante Chiara ed i momenti salienti che hanno caratterizzato la sua vita. Con tanta semplicità e spontaneità, alcuni dei presenti hanno raccontato cosa è stato l’incontro con Chiara e il suo carisma.

Abbiamo terminato l’incontro con una cena condivisa, in un clima di gioia e fraternità.

 

Il vescovo è rimasto con noi sino alla fine, era visibilmente contento, ringraziandoci  ha aggiunto: ho visto dei cristiani autentici, conto molto su di voi.

 

 

L’impressione generale è stata di aver vissuto un pomeriggio in famiglia, dove si è costruito un pezzo del cammino che stiamo portando avanti insieme, lasciandoci coinvolgere dalla grazia del carisma di Chiara.

Solo così potremo testimoniare la rivoluzione del Vangelo ed attualizzare, con tutti coloro che si prodigano per il bene comune, la fraternità universale.

 

La Comunità di Savona 15 marzo 2018

 

“Dinanzi al tragico protrarsi di situazioni di conflitto in diverse parti del mondo, invito tutti i fedeli ad una speciale Giornata di preghiera e digiuno per la pace …" (Papa Francesco)

 

Domenica 4 Marzo - III di Quaresima

 

Incontro guidato da Padre Francesco Rossi

Ministro Provinciale dei Frati Cappuccini di Liguria

 

Programma

 

Ore 13             Pranzo “dei poveri”

Ore 15             Incontro nel salone San Francesco

                        Dialogo e testimonianze

Ore 17             S. Messa nella Chiesa del Convento 

 

Le offerte raccolte in questa giornata saranno inviate alle famiglie sfollate nella Diocesi di BOUAR in Centrafrica.

 

 

Risultati immagini per figlio prodigo

 

Nel salone San Francesco  incontro sul tema:

La SINDERESI ovvero il DISCERNIMENTO MORALE

della COSCIENZA che distingue il BENE dal MALE

Moderatore P. Umberto

 

 

Professione Religiosa di
ALESSANDRO FRECCERO

 

TORTONA, Santuario Madonna della Guardia, 

9 Settembre, ore 16

Immagine correlata

 

“Benedici il Signore, anima mia,

quanto è in me benedica il suo santo nome;

non dimenticherò tutti i suoi benefici”

Salmo 102

 

Nel 90° compleanno di padre Umberto

insieme

ringraziamo Dio per il dono della sua testimonianza di vita

e affidiamo a Maria

la sua persona, la comunità, la missione del convento,

con la volontà di ubbidire a Lei sempre in tutto.

 

Mercoledì 6 Settembre

 

Ore 17  S. Messa nella Chiesa del Convento

 

… e poi nel salone … gli AUGURI !!!!!

 

 

Domenica 12 Aprile la comunità locale di Savona si è incontrata nei locali del bel convento dei cappuccini, che domina la città dalla sua posizione. L’occasione per incontrarsi, a parte la voglia di stare insieme, è  stata la presentazione della  run for unity  2015, la staffetta mondiale dei  ragazzi per l’unità che quest’anno fa tappa proprio Savona. All’incontro erano presenti circa una’ottantina di persone,  ognuna delle quali ha contribuito a suo modo (anche solo con un gesto, una parola….) alla riuscita della giornata.

 

Dopo la messa, ci si è ritrovati tutti nel refettorio del convento per il pranzo, il cui ricavato è andato a sostegno della manifestazione. Lo chef Walter Mutti, ha sicuramente contribuito con il suo talento, a far sì che il Pranzo raccogliesse ben 600 euro netti.


Dopo una passeggiata post prandiale nei giardini del convento, per ammirare la collezione di piante grasse di Padre Umberto, Ci si è ritrovati in tempo per la presentazione della run for unity 2015. Elena Zorra, una “ragazza per l’unità ” ci ha spiegato come è nata la manifestazione, il cui scopo è sperimentare, almeno per un giorno, la pace e l’unità della famiglia umana, promuovendo  la “Regola d’oro” (etica di reciprocità) come mezzo per arrivarvi.


In effetti la run for unity è una vera e propria staffetta mondiale in cui ogni ora, in tutto il mondo, a seconda del fuso orario, i ragazzi che partecipano si scambiano idealmente il testimone .
La run for unity è stata la scusa per una riflessione sulla necessità di un sincero sforzo per il dialogo tra culture e popoli. Il pensiero di tutti è subito andato al medio oriente e all’Africa ,regioni intrappolate in una spirale di violenza di cui non si vede la fine.

 

Le testimonianze di alcuni membri dell’Opera che vivono in Siria, raccolte in occasione dell’ ultimo collegamento  CH, e trasmesse nella seconda da parte del pomeriggio, pur non nascondendo la gravità della situazione, hanno dimostrato che la “cultura del perdono” e la condivisione, anche materiale, possono testimoniare efficacemente i frutti della fraternità. Dalla Giordania, due testimonianze hanno dato voce alla sofferenza inaudita del popolo siriano, all’accoglienza senza misura dei profughi e alla speranza di un futuro di pace per il Medio Oriente e per il mondo. Infine, il CH ha proposto l’esperienza di 90 giovani del Regno Unito (cristiani, musulmani, senza una fede religiosa), che si sono incontrati a Welwyn Garden City, nei pressi di Londra, per una “due giorni” insieme per costruire ponti tra persone di culture e fedi diverse, ha dimostrato come la strada per la fraternità universale, anche se in salita, è percorribile da tutti.

 

La giornata si è conclusa con uno slide show dedicata ad un recente viaggio in Terra Santa di Fabio, Patrizia e Daniela. Il loro racconto da un semplice resoconto delle vacanze si è trasformato in una riflessione sulle barriere, culturali ma anche fisiche, che ancora dividono interi popoli gli uni dagli altri. Così, partendo dalle immagini del muro di cemento armato alto 8 metri che circonda Betlemme, ognuno dei presenti ha avuto modo di riflettere sulla necessità di un dialogo che si sforzi di comprendere le ragioni dell’altro, partendo dalle questioni geopolitiche per arrivare al nostro quotidiano.

 

Qui puoi vedere l’album fotografico della giornata

 

 

 
 
"I Cappuccini circa l'anno 1538 in un colle ameno fuor di Città, che la domina, e con bella veduta di mare, fondarono il loro  Convento e la Chiesa sotto il titolo di S. Giuseppe. Nell'anno 1610 furono ampliate ambe le fabbriche, e fra due anni ridotte a perfezione mercè le abbondanti limosine sì del Pubblico che de' Cittadini, e fu consacrata la Chiesa dal Vescovo di Savona Francesco Maria Spinola lì 30 Agosto 1626.

Nell'anno 1647 il primo Maggio con solenne processione del Clero secolare e regolare, accompagnati dal Governatore e dagli Anziani, furono con ogni pompa in essa trasportati i corpi de' Santi Giovenale Vescovo e Martire, Secondino Martire, e suoi Compagni, e Cristina, ove si conservano con altre molte Reliquie, e con i corpi ancora de' Santi Fortunato Martire, Nino Vescovo e Martire, e Graziano Martire, li quali ottennero nel dì 24 Ottobre del 1654.

Nell'anno 1682 stesero più ampi i confini in occasione che fu diroccato un Forte, che fabbricato già in quel sito dalla loro vicinanza chiamavasi il Forte de'Cappuccini".              

Verzellino, Lib. 4, p. 75


Documenti allegati

 Storia dei Cappuccini in Savona, tratta dall'opera "I Cappuccini genovesi" di p. Francesco Saverio Molfino

 

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Messaggio Cristiano

REGINA CAELI Piazza San Pietro, Domenica, 18 aprile 2021

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

In questa terza domenica di Pasqua, ritorniamo a Gerusalemme, nel Cenacolo, come guidati dai due discepoli di Emmaus, i quali avevano ascoltato con grande emozione le parole di Gesù lungo la via e poi lo avevano riconosciuto «nello spezzare il pane» (Lc 24,35). Ora, nel Cenacolo, Cristo risorto si presenta in mezzo al gruppo dei discepoli e li saluta: «Pace a voi!» (v. 36). Ma essi sono spaventati e credono «di vedere un fantasma», così dice il Vangelo (v. 37). Allora Gesù mostra loro le ferite del suo corpo e dice: «Guardate le mie mani e i miei piedi – le piaghe –: sono proprio io! Toccatemi» (v. 39). E per convincerli, chiede del cibo e lo mangia sotto i loro sguardi sbalorditi (cfr vv. 41-42).

 

C’è un particolare qui, in questa descrizione. Dice il Vangelo che gli Apostoli “per la grande gioia ancora non credevano”. Era tale la gioia che avevano che non potevano credere che quella cosa fosse vera. E un secondo particolare: erano stupefatti, stupiti; stupiti perché l’incontro con Dio ti porta sempre allo stupore: va oltre l’entusiasmo, oltre la gioia, è un’altra esperienza. E questi erano gioiosi, ma una gioia che faceva pensare loro: no, questo non può essere vero!… È lo stupore della presenza di Dio. Non dimenticare questo stato d’animo, che è tanto bello.

 

Questa pagina evangelica è caratterizzata da tre verbi molto concreti, che riflettono in un certo senso la nostra vita personale e comunitaria: guardare, toccare e mangiare. Tre azioni che possono dare la gioia di un vero incontro con Gesù vivo.

 

Guardare. “Guardate le mie mani e i miei piedi” – dice Gesù. Guardare non è solo vedere, è di più, comporta anche l’intenzione, la volontà. Per questo è uno dei verbi dell’amore. La mamma e il papà guardano il loro bambino, gli innamorati si guardano a vicenda; il bravo medico guarda il paziente con attenzione… Guardare è un primo passo contro l’indifferenza, contro la tentazione di girare la faccia da un’altra parte, davanti alle difficoltà e alle sofferenze degli altri. Guardare. Io vedo o guardo Gesù?

 

Il secondo verbo è toccare. Invitando i discepoli a toccarlo, per constatare che non è un fantasma – toccatemi! –, Gesù indica a loro e a noi che la relazione con Lui e con i nostri fratelli non può rimanere “a distanza”, non esiste un cristianesimo a distanza, non esiste un cristianesimo soltanto sul piano dello sguardo. L’amore chiede il guardare e chiede anche la vicinanza, chiede il contatto, la condivisione della vita. Il buon samaritano non si è limitato a guardare quell’uomo che ha trovato mezzo morto lungo la strada: si è fermato, si è chinato, gli ha medicato le ferite, lo ha toccato, lo ha caricato sulla sua cavalcatura e l’ha portato alla locanda. E così con Gesù stesso: amarlo significa entrare in una comunione di vita, una comunione con Lui.

 

E veniamo allora al terzo verbo, mangiare, che esprime bene la nostra umanità nella sua più naturale indigenza, cioè il bisogno di nutrirci per vivere. Ma il mangiare, quando lo facciamo insieme, in famiglia o tra amici, diventa pure espressione di amore, espressione di comunione, di festa... Quante volte i Vangeli ci presentano Gesù che vive questa dimensione conviviale! Anche da Risorto, con i suoi discepoli. Al punto che il Convito eucaristico è diventato il segno emblematico della comunità cristiana. Mangiare insieme il corpo di Cristo: questo è il centro della vita cristiana.

 

Fratelli e sorelle, questa pagina evangelica ci dice che Gesù non è un “fantasma”, ma una Persona viva; che Gesù quando si avvicina a noi ci riempie di gioia, al punto di non credere, e ci lascia stupefatti, con quello stupore che soltanto la presenza di Dio dà, perché Gesù è una Persona viva. Essere cristiani non è prima di tutto una dottrina o un ideale morale, è la relazione viva con Lui, con il Signore Risorto: lo guardiamo, lo tocchiamo, ci nutriamo di Lui e, trasformati dal suo Amore, guardiamo, tocchiamo e nutriamo gli altri come fratelli e sorelle. La Vergine Maria ci aiuti a vivere questa esperienza di grazia.

 

Dopo il Regina Caeli

Cari fratelli e sorelle!

Ieri, nell’Abbazia di Casamari, sono stati proclamati Beati Simeone Cardon e cinque compagni martiri, monaci cistercensi di quell’Abbazia. Nel 1799, quando soldati francesi in ritirata da Napoli saccheggiarono chiese e monasteri, questi miti discepoli di Cristo resistettero con coraggio eroico, fino alla morte, per difendere l’Eucaristia dalla profanazione. Il loro esempio ci spinga a un maggiore impegno di fedeltà a Dio, capace anche di trasformare la società e di renderla più giusta e fraterna. Un applauso ai nuovi Beati!

 

E questa è una cosa triste. Seguo con viva preoccupazione gli avvenimenti in alcune aree dell’Ucraina orientale, dove negli ultimi mesi si sono moltiplicate le violazioni del cessate-il-fuoco, e osservo con grande inquietudine l’incremento delle attività militari. Per favore, auspico fortemente che si eviti l’aumento delle tensioni e, al contrario, si pongano gesti capaci di promuovere la fiducia reciproca e favorire la riconciliazione e la pace, tanto necessarie a tanto desiderate. Si abbia a cuore anche la grave situazione umanitaria in cui versa quella popolazione, alla quale esprimo la mia vicinanza e per la quale vi invito a pregare. Ave Maria…

 

Oggi si celebra in Italia la Giornata per l’Università Cattolica del Sacro Cuore, che da cento anni svolge un prezioso servizio per la formazione delle nuove generazioni. Possa continuare a svolgere la sua missione educativa per aiutare i giovani ad essere protagonisti di un futuro ricco di speranza. Benedico di cuore il personale, i professori e gli studenti dell’Università Cattolica.

 

E ora un cordiale saluto a tutti voi, romani e pellegrini…, brasiliani, polacchi, spagnoli…, e vedo un’altra bandiera lì… Grazie a Dio possiamo ritrovarci di nuovo in questa piazza per l’appuntamento domenicale e festivo. Vi dico una cosa: mi manca la piazza quando devo fare l’Angelus in Biblioteca. Sono contento, grazie a Dio! E grazie a voi per la vostra presenza… Ai ragazzi dell’Immacolata che sono bravi… E a tutti auguro una buona domenica. Per favore non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!

Papa Francesco 


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