2020, Giovedì, 13 Agosto
I Cappuccini


Vita del convento di SAVONA



 

24 Novembre

RADIO MARIA - Trasmissione radiofonica in diretta

Ore 16.30         S. Rosario

Ore 17              S. Messa e Vespri

 

 

 

 

Ottocento anni fa l’incontro di Francesco col Sultano

 

Giovedì 3 Ottobre

 

Ore 17   S. Messa e Commemorazione del Transito

 

Venerdì 4 Ottobre

 

Ore 17   S. Messa solenne concelebrata da Mons. Vittorio Lupi, vescovo emerito di Savona, da Mons. Thomas, vescovo emerito di Mysore e dalla comunità dei Padri Cappuccini

 

Pesca di beneficenza

per le Comunità missionarie dei Cappuccini in Centrafrica e Perù

 

Oh Signore, fa di me uno strumento della tua Pace!

 

 Immagine correlata

 

RICORDANDO CHIARA - A Savona un pomeriggio in FAMIGLIA

 

Giovedì 15 marzo 2018 ci siamo ritrovati numerosi, nonostante la giornata fredda e piovosa, come comunità dei Focolari di  Savona, al convento dei frati Cappuccini. Abbiamo avuto la gioia di avere con noi, dai focolari di Genova, Maria Rita, Luigi e Domenico.

 

L’appuntamento era alle ore 17 per la celebrazione della S. Messa presieduta dal vescovo Mons. Calogero Marino e concelebrata da padre Gianni, padre Vittorio e padre Umberto. Quest’ultimo, religioso focolarino, 90 anni di età, di cui circa 50 trascorsi come missionario nella Repubblica Centro Africana, ma con lo spirito da Gen.

 

La celebrazione, seguita con molta attenzione e raccoglimento, è stata animata dai canti preparati dall’immancabile Fabio ed eseguiti da un piccolo coro. Il vescovo nell’omelia ha ricordato Chiara come donna di intercessione, profezia e intimità.

 

Al termine della messa ci siamo spostati nell’attiguo salone, precedentemente predisposto, dove è stato proiettato un video riguardante Chiara ed i momenti salienti che hanno caratterizzato la sua vita. Con tanta semplicità e spontaneità, alcuni dei presenti hanno raccontato cosa è stato l’incontro con Chiara e il suo carisma.

Abbiamo terminato l’incontro con una cena condivisa, in un clima di gioia e fraternità.

 

Il vescovo è rimasto con noi sino alla fine, era visibilmente contento, ringraziandoci  ha aggiunto: ho visto dei cristiani autentici, conto molto su di voi.

 

 

L’impressione generale è stata di aver vissuto un pomeriggio in famiglia, dove si è costruito un pezzo del cammino che stiamo portando avanti insieme, lasciandoci coinvolgere dalla grazia del carisma di Chiara.

Solo così potremo testimoniare la rivoluzione del Vangelo ed attualizzare, con tutti coloro che si prodigano per il bene comune, la fraternità universale.

 

La Comunità di Savona 15 marzo 2018

 

“Dinanzi al tragico protrarsi di situazioni di conflitto in diverse parti del mondo, invito tutti i fedeli ad una speciale Giornata di preghiera e digiuno per la pace …" (Papa Francesco)

 

Domenica 4 Marzo - III di Quaresima

 

Incontro guidato da Padre Francesco Rossi

Ministro Provinciale dei Frati Cappuccini di Liguria

 

Programma

 

Ore 13             Pranzo “dei poveri”

Ore 15             Incontro nel salone San Francesco

                        Dialogo e testimonianze

Ore 17             S. Messa nella Chiesa del Convento 

 

Le offerte raccolte in questa giornata saranno inviate alle famiglie sfollate nella Diocesi di BOUAR in Centrafrica.

 

 

Risultati immagini per figlio prodigo

 

Nel salone San Francesco  incontro sul tema:

La SINDERESI ovvero il DISCERNIMENTO MORALE

della COSCIENZA che distingue il BENE dal MALE

Moderatore P. Umberto

 

 

Professione Religiosa di
ALESSANDRO FRECCERO

 

TORTONA, Santuario Madonna della Guardia, 

9 Settembre, ore 16

Immagine correlata

 

“Benedici il Signore, anima mia,

quanto è in me benedica il suo santo nome;

non dimenticherò tutti i suoi benefici”

Salmo 102

 

Nel 90° compleanno di padre Umberto

insieme

ringraziamo Dio per il dono della sua testimonianza di vita

e affidiamo a Maria

la sua persona, la comunità, la missione del convento,

con la volontà di ubbidire a Lei sempre in tutto.

 

Mercoledì 6 Settembre

 

Ore 17  S. Messa nella Chiesa del Convento

 

… e poi nel salone … gli AUGURI !!!!!

 

 

Domenica 12 Aprile la comunità locale di Savona si è incontrata nei locali del bel convento dei cappuccini, che domina la città dalla sua posizione. L’occasione per incontrarsi, a parte la voglia di stare insieme, è  stata la presentazione della  run for unity  2015, la staffetta mondiale dei  ragazzi per l’unità che quest’anno fa tappa proprio Savona. All’incontro erano presenti circa una’ottantina di persone,  ognuna delle quali ha contribuito a suo modo (anche solo con un gesto, una parola….) alla riuscita della giornata.

 

Dopo la messa, ci si è ritrovati tutti nel refettorio del convento per il pranzo, il cui ricavato è andato a sostegno della manifestazione. Lo chef Walter Mutti, ha sicuramente contribuito con il suo talento, a far sì che il Pranzo raccogliesse ben 600 euro netti.


Dopo una passeggiata post prandiale nei giardini del convento, per ammirare la collezione di piante grasse di Padre Umberto, Ci si è ritrovati in tempo per la presentazione della run for unity 2015. Elena Zorra, una “ragazza per l’unità ” ci ha spiegato come è nata la manifestazione, il cui scopo è sperimentare, almeno per un giorno, la pace e l’unità della famiglia umana, promuovendo  la “Regola d’oro” (etica di reciprocità) come mezzo per arrivarvi.


In effetti la run for unity è una vera e propria staffetta mondiale in cui ogni ora, in tutto il mondo, a seconda del fuso orario, i ragazzi che partecipano si scambiano idealmente il testimone .
La run for unity è stata la scusa per una riflessione sulla necessità di un sincero sforzo per il dialogo tra culture e popoli. Il pensiero di tutti è subito andato al medio oriente e all’Africa ,regioni intrappolate in una spirale di violenza di cui non si vede la fine.

 

Le testimonianze di alcuni membri dell’Opera che vivono in Siria, raccolte in occasione dell’ ultimo collegamento  CH, e trasmesse nella seconda da parte del pomeriggio, pur non nascondendo la gravità della situazione, hanno dimostrato che la “cultura del perdono” e la condivisione, anche materiale, possono testimoniare efficacemente i frutti della fraternità. Dalla Giordania, due testimonianze hanno dato voce alla sofferenza inaudita del popolo siriano, all’accoglienza senza misura dei profughi e alla speranza di un futuro di pace per il Medio Oriente e per il mondo. Infine, il CH ha proposto l’esperienza di 90 giovani del Regno Unito (cristiani, musulmani, senza una fede religiosa), che si sono incontrati a Welwyn Garden City, nei pressi di Londra, per una “due giorni” insieme per costruire ponti tra persone di culture e fedi diverse, ha dimostrato come la strada per la fraternità universale, anche se in salita, è percorribile da tutti.

 

La giornata si è conclusa con uno slide show dedicata ad un recente viaggio in Terra Santa di Fabio, Patrizia e Daniela. Il loro racconto da un semplice resoconto delle vacanze si è trasformato in una riflessione sulle barriere, culturali ma anche fisiche, che ancora dividono interi popoli gli uni dagli altri. Così, partendo dalle immagini del muro di cemento armato alto 8 metri che circonda Betlemme, ognuno dei presenti ha avuto modo di riflettere sulla necessità di un dialogo che si sforzi di comprendere le ragioni dell’altro, partendo dalle questioni geopolitiche per arrivare al nostro quotidiano.

 

Qui puoi vedere l’album fotografico della giornata

 

 

 
 
"I Cappuccini circa l'anno 1538 in un colle ameno fuor di Città, che la domina, e con bella veduta di mare, fondarono il loro  Convento e la Chiesa sotto il titolo di S. Giuseppe. Nell'anno 1610 furono ampliate ambe le fabbriche, e fra due anni ridotte a perfezione mercè le abbondanti limosine sì del Pubblico che de' Cittadini, e fu consacrata la Chiesa dal Vescovo di Savona Francesco Maria Spinola lì 30 Agosto 1626.

Nell'anno 1647 il primo Maggio con solenne processione del Clero secolare e regolare, accompagnati dal Governatore e dagli Anziani, furono con ogni pompa in essa trasportati i corpi de' Santi Giovenale Vescovo e Martire, Secondino Martire, e suoi Compagni, e Cristina, ove si conservano con altre molte Reliquie, e con i corpi ancora de' Santi Fortunato Martire, Nino Vescovo e Martire, e Graziano Martire, li quali ottennero nel dì 24 Ottobre del 1654.

Nell'anno 1682 stesero più ampi i confini in occasione che fu diroccato un Forte, che fabbricato già in quel sito dalla loro vicinanza chiamavasi il Forte de'Cappuccini".              

Verzellino, Lib. 4, p. 75


Documenti allegati

 Storia dei Cappuccini in Savona, tratta dall'opera "I Cappuccini genovesi" di p. Francesco Saverio Molfino

 

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Messaggio Cristiano

Angelus, Piazza San Pietro, Domenica 9 Agosto 2020

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

 

Il brano evangelico di questa domenica (cfr Mt 14,22-33) narra di Gesù che cammina sulle acque del lago in tempesta. Dopo aver sfamato le folle con cinque pani e due pesci – come abbiamo visto domenica scorsa –, Gesù ordina ai discepoli di salire sulla barca e ritornare all’altra riva. Lui congeda la gente e poi sale sulla collina, da solo, a pregare. Si immerge nella comunione con il Padre.

 

Durante la traversata notturna del lago, la barca dei discepoli rimane bloccata da un’improvvisa tempesta di vento. Questo è abituale, sul lago. A un certo punto, essi vedono qualcuno che cammina sulle acque venendo verso di loro. Sconvolti pensano sia un fantasma e gridano per la paura. Gesù li rassicura: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora – Pietro, che era così deciso – risponde: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Una sfida. E Gesù gli dice: «Vieni!». Pietro scende dalla barca e fa alcuni passi; poi il vento e le onde lo spaventano e comincia ad affondare. «Signore, salvami!», grida, e Gesù lo afferra per la mano e gli dice: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».

 

Questo racconto è un invito ad abbandonarci con fiducia a Dio in ogni momento della nostra vita, specialmente nel momento della prova e del turbamento. Quando sentiamo forte il dubbio e la paura ci sembra di affondare, nei momenti difficili della vita, dove tutto diventa buio, non dobbiamo vergognarci di gridare, come Pietro: «Signore, salvami!» (v. 30). Bussare al cuore di Dio, al cuore di Gesù: «Signore, salvami!». È una bella preghiera. Possiamo ripeterla tante volte: «Signore, salvami!». E il gesto di Gesù, che subito tende la sua mano e afferra quella del suo amico, va contemplato a lungo: Gesù è questo, Gesù fa questo, Gesù è la mano del Padre che mai ci abbandona; la mano forte e fedele del Padre, che vuole sempre e solo il nostro bene. Dio non è il grande rumore, Dio non è l’uragano, non è l’incendio, non è il terremoto – come ricorda oggi anche il racconto sul profeta Elia –; Dio è la brezza leggera – letteralmente dice così: è quel “filo di silenzio sonoro” – che non si impone ma chiede di ascoltare (cfr 1 Re 19,11-13). Avere fede vuol dire, in mezzo alla tempesta, tenere il cuore rivolto a Dio, al suo amore, alla sua tenerezza di Padre. Gesù, questo voleva insegnare a Pietro e ai discepoli, e anche a noi oggi. Nei momenti bui, nei momenti di tristezza, Lui sa bene che la nostra fede è povera – tutti noi siamo gente di poca fede, tutti noi, anch’io, tutti – e che il nostro cammino può essere travagliato, bloccato da forze avverse. Ma Lui è il Risorto! Non dimentichiamo questo: Lui è il Signore che ha attraversato la morte per portarci in salvo. Ancora prima che noi cominciamo a cercarlo, Lui è presente accanto a noi. E rialzandoci dalle nostre cadute, ci fa crescere nella fede. Forse noi, nel buio, gridiamo: “Signore! Signore!”, pensando che sia lontano. E Lui dice: “Sono qui!”. Ah, era con me! Così è il Signore.

 

La barca in balia della tempesta è immagine della Chiesa, che in ogni epoca incontra venti contrari, a volte prove molto dure: pensiamo a certe lunghe e accanite persecuzioni del secolo scorso, e anche oggi, in alcune parti. In quei frangenti, può avere la tentazione di pensare che Dio l’abbia abbandonata. Ma in realtà è proprio in quei momenti che risplende maggiormente la testimonianza della fede, la testimonianza dell’amore, la testimonianza della speranza. È la presenza di Cristo risorto nella sua Chiesa che dona la grazia della testimonianza fino al martirio, da cui germogliano nuovi cristiani e frutti di riconciliazione e di pace per il mondo intero.

 

L’intercessione di Maria ci aiuti a perseverare nella fede e nell’amore fraterno, quando il buio e le tempeste della vita mettono in crisi la nostra fiducia in Dio.

 

Dopo l'Angelus

Cari fratelli e sorelle,

il 6 e il 9 agosto del 1945, 75 anni fa, avvennero i tragici bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. Mentre ricordo con commozione e gratitudine la visita che ho compiuto in quei luoghi lo scorso anno, rinnovo l’invito a pregare e a impegnarsi per un mondo totalmente libero da armi nucleari.

 

In questi giorni il mio pensiero ritorna spesso al Libano – lì vedo una bandiera del Libano, un gruppo di libanesi. La catastrofe di martedì scorso chiama tutti, a partire dai Libanesi, a collaborare per il bene comune di questo amato Paese. Il Libano ha un’identità peculiare, frutto dell’incontro di varie culture, emersa nel corso del tempo come un modello del vivere insieme. Certo, questa convivenza ora è molto fragile, lo sappiamo, ma prego perché, con l’aiuto di Dio e la leale partecipazione di tutti, essa possa rinascere libera e forte. Invito la Chiesa in Libano ad essere vicina al popolo nel suo Calvario, come sta facendo in questi giorni, con solidarietà e compassione, con il cuore e le mani aperte alla condivisione. Rinnovo inoltre l’appello per un generoso aiuto da parte della comunità internazionale. E, per favore, chiedo ai vescovi, ai sacerdoti e ai religiosi del Libano che stiano vicini al popolo e che vivano con uno stile di vita improntato alla povertà evangelica, senza lusso, perché il vostro popolo soffre, e soffre tanto.

 

Saluto tutti voi, romani e pellegrini di vari Paesi – tante bandiere qui – famiglie, gruppi parrocchiali, associazioni. In particolare, saluto i giovani di Pianengo, in diocesi di Crema – eccoli…, rumorosi! –, che hanno percorso la via Francigena da Viterbo a Roma. Bravi, complimenti!

 

Invio un cordiale saluto ai partecipanti al Tour de Pologne – tanti polacchi ci sono qui!, gara ciclistica internazionale che quest’anno è disputata in ricordo di San Giovanni Paolo II nel centenario della sua nascita.

 

A tutti voi auguro una buona domenica. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!

 Francesco


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