2021, Martedì, 20 Aprile
Blog del Koko


CI SIAMO (4)

Il BLOG di "BENABE" è aperto a tutti, per aiutare reciprocamente a tendere a quel SOLO che da sempre ci aspetta per "perderci" in Lui.

In seguito all’avventura “tragico/comica” del giorno di Pasqua (di cui ho già scritto), desidero aggiungere due riflessioni interessanti:

 

Vela Disegno Barca - barca 1280*1253 Png trasparente Scarica gratis - Moto  Dacqua, Vela, Barca A Vela.1/ Nel Vangelo del tempo di Pasqua abbiamo letto che Gesù Risorto varie volte si è presentato ai discepoli sulle rive del lago di Genezareth. Una volta ha chiesto loro: “Avete preso dei pesci nelle vostre reti?“. Essi risposero di no; per cui Gesù aggiunse: “Gettate le reti dalla parte destra” e fecero una pesca prodigiosa, tanto che le reti stavano per rompersi … Gli esegeti spiegano che quel “gettare le reti dalla parte destra”! vuol dire : “dalla parte della Volontà di Dio”.

Così ho avuto la conferma che facendo la Volontà di Dio anche gli assurdi 39 gradi e mezzo … erano stati il successo della seconda vaccinazione, perché il virus mi aveva dato un’ultima “zampata” prima di andarsene, alla fine di quella giornata di Pasqua benedetta del 4 aprile scorso.

 

Infatti ho toccato con mano che il Buon Dio fa sempre le cose per bene e non ci lascia deviare da alcun male umano: basta restare nella Sua Volontà, che sola é Garanzia di ogni bene …!

 

2/ Nell’ottava di Pasqua leggiamo che Pietro apostolo in una sua Lettera afferma: “Innanzi tutto la Carità” (Ante omnia Caritas!). Dato che la “Carità” é “Dono assoluto”, vuol dire che solo in Dio avremo e troveremo ogni Bene, “Eterno e per sempre”.

Non mi resta quindi che fissarmi il più possibile in Lui, o meglio “agganciarmi” a Lui, che da sempre mi ha amato e da sempre ha pensato a me … anche quando io pensavo a ben altro.

 L'Ex

 

CINQUE GIORNI DI VITA VISSUTA in prima persona, sulla mia pelle. Sono cinque giorni che vanno dal mattino di Pasqua 4 Aprile a venerdì 9 Aprile, Ottava di Pasqua.

 

Caro lettore, ecco la “cronaca” dei giorni passati all'ospedale di Valloria,  Savona.

 

Sono stati giorni di intenso vissuto, sia davanti a Dio che davanti agli uomini, per cui, in tutta semplicità, ti dichiaro che sento un'impellente bisogno/dovere di esprimere il più chiaramente possibile ciò che mi é accaduto, per la Volontà del Padre, che tutto sa, tutto vede e a  tutto provvede.

 

Sentivo dire che i novantenni dovevano presentarsi per la vaccinazione… Personalmente non mi sono mosso. Il dottore però mi ha detto che dovevo fare la prenotazione. Mi presentai al Palacrociere, dove, alle ore 14 dell'8 marzo feci la prima vaccinazione, e il 30 Marzo la seconda.

 

A Pasqua - il giorno 4 aprile - di buon mattino sono andato nella serra. Faceva freddo. Verso mezzogiorno, dopo aver celebrato la Messa, si é manifestata una febbre alta. Perciò non ho potuto restare alla tv per sentire il discorso “urbi et orbe” di Papa Francesco … Subito é stata chiamata l'autoambulanza, che prontamente é venuta a prelevarmi per portarmi all'ospedale di Valloria.

 

Qui c'é stato un capovolgimento di situazione … Mi hanno fatto salire dietro, come un “vero malato” da condurre al “porto sicuro”. Invano sono valse le mie deboli proposte, poiché potevo mettermi sul davanti del veicolo … Ormai, mi sono accorto che dovevo mettere da parte la mia volontà e … non mi restava che dire sempre dì sì, perché con 39 di febbre tutto indicava che ero “spacciato”.

 

Anche se sistemato sul dietro, vedevo e sorvegliavo tutto. Il veicolo ha preso la direzione dell'ospedale, trovandosi a pochi chilometri dal mio convento, e ho letto la scritta vistosa: “Pronto Soccorso”. Intanto i contatti con i miei compagni di casa sono svaniti … non li ho più né visti né salutati … Infine l'auto si è fermata e cosa mi é accaduto veramente nessuno lo sa!

 

Improvvisamente mi sono sentito sorretto da varie braccia. Di chi? Posso solo affermare che mi hanno tolto l'abito religioso dalla testa … poi sono stato lasciato solo su un letto, per “contemplare”una scena da capogiro … Solo allora mi sono accorto di aver stampato bene in vista, vicino all'orologio sul braccio sinistro, uno scritto con le mie generalità, come segno di riconoscimento per non perdermi!

 

Sono stato sul mio letto, messo da parte, in quel viavai tra una quindicina di letti, in cui si trovavano uomini e donne, più o meno “coinvolti” dal possibile virus … Su alcuni letti vedevo uomini o donne che gemevano e davano segni di insofferenza. Tanti avevano germi di un possibile “contagio” … Alla fine i più “coinvolti” li ho visti messi da parte e inviati, chissà dove? … forse dovevano essere trattati come casi di urgenza … Questa visione mi é rimasta fortemente impressa nell'anima e pensavo, pregando per ognuno: “Signore, aiutali a confidare in Te e, se Vuoi, eccomi a Te per dare una mano alla Tua Volontà!”.

 

Alle ore 18 mi hanno portato al secondo piano dell'ospedale, dove solo soletto ho fatto pranzo e cena assieme … con una grande fame! Proprio allora, a cena, mi hanno misurato la febbre … senza alcuna traccia …

 

Dopo quella visione “apocalittica”, sono stato portato nel reparto denominato ”chirurgia della mano” e sistemato in una camera ampia, con un soffitto meraviglioso e due pannelli luminosi  che illuminano la sala.

 

In quella grande sala sono rimasto per due notti.

In quella situazione “privilegiata” ho riflettuto proprio come un “privilegiato” del Buon Dio e – questo é l'importante – che “TUTTI, assolutamente tutti noi, persone umane, siamo ALLA PARI! Tutt'altro è il “poveretto/i di altri tempi, che dovremmo lasciare nel dimenticatoio, per sempre!

 

Credo che questo secondo piano dell'ospedale abbia preso la sua denominazione “chirurgia della mano” per diventare – almeno per me - “operazione di tutto l'uomo … per riportarlo alle sue origini divine ...”. Di qui al Buon Dio che mi predilige … c'é poca distanza!

 

Prima importante e grande presa di coscienza è questa: “Apparteniamo al Buon Dio : ALLA PARI”, non più a seconda del genere né delle proprie mansioni umane, ma per il Battesimo che abbiamo ricevuto e che ci ha resi Figli di Dio. Dunque il nostro valore non dipende dai nostri titoli di studio o altro ma ... dall'essere con Dio verso l'alto – ad ampio respiro e non verso la terra … respirando male e col proprio corpo che va a pezzi. E' in gioco restare per l'eternità o finire presto nel nulla !

 

Prima o poi questa stanza “regale” avrebbe ripreso la sua proprietà originale per qualsiasi improvviso urgente caso di “chirurgia della mano”, per cui non potevo restare ancora in quel luogo e fui portato altrove : al quarto piano dello stesso stabile, dove ho trovato sistemati già due degenti.

 

Non ero più il “solitario”. Un'altra bella occasione da vivere: nuove persone da amare in carne ed ossa, così come sono. Forse sono il più vecchio. Qui mi sento felice di essere un “nuovo”, di cui non si conoscono le origini. Infatti nessuno sa che sono un frate sacerdote e quasi quasi mi sento “fiero” di non portare alcun “segno” religioso e di presentarmi ovunque e davanti a tutti con un pigiama adatto, come il figlio di un re! Tutto deve dipendere dal mio comportamento di vero cristiano : alla portata di tutti. Naturalmente devo rimettermi continuamente con l’anima alla presenza del Buon Dio!

 

Anche in questa grande camerata di ospedale le riflessioni non sono mancate: come Dio ama me e mi dà l'aria da respirare, così pure ama gli altri come me … Pensando e guardando quei due miei compagni, li ho ben fissati nella mente . Ed ero ben contento di non conoscere nulla del loro passato. Sento il bisogno di fare tutta la mia parte perché nessuno mi sfiori senza sentirsi “contagiato” dall'amore del Buon Dio, che sempre per primo ci ama alla Sua Maniera Divina!” Attende sempre che gli diciamo: Grazie di cuore!

 

Termino questo mio blabla chiedendo al Buon Dio che sia Lui Stesso a ridondare su coloro che ho incontrato in questa così strana esperienza di vita, che sia Lui stesso a dire un suo Grazie Divino a coloro che hanno pregato per me, affinché ogni negativo sia diventato positivo : nel vederci nuovi e tutti figli dello stesso Padre.

 

A tutti coloro che ho incontrato in questi cinque giorni di “ospedale da campo”, direbbe Papa Francesco, alla maniera dei nostri vecchi: “Che il Signore vi rimeriti ogni bene datomi e fattomi”

Il Koko

 

CI SIAMO 3

Eccoci alla Settimana Santa - in tono minore - a causa del virus che, sempre irruente, ci rende tutti dei “mascherati”, forse più atti a capire e a vivere la Passione e Morte del Dio fatto uomo per redimerci.

 

L'evangelista Marco aggiunge all'Ultima Cena il racconto della presenza di Gesù a Betania, dove una donna aveva versato sul capo di Gesù un vaso ripieno di unguento prezioso; dagli altri tre evangelisti sappiamo pure che Giuda era intervenuto dicendo di non sprecare tanto “ben di Dio”, ma di venderlo per darne il ricavato ai poveri ...” In risposta Gesù aveva detto loro: “Lasciatela fare, perché la infastidite? … I poveri li avrete sempre tra voi … ma non avrete me!”.

 

I fatti che seguirono - la Sofferenza al Getzemani, l'Incontro con Giuda e il tradimento con un bacio, la Passione e Morte di Gesù - ci lasciano “interdetti” e meravigliati per tanta cattiveria contro Gesù. E forse noi saremmo stati molto più … assolutamente di più dalla Sua Parte!

 

In verità, oggi, duemila anni dopo quei tragici avvenimenti, la gente che afferma GESU' – fattosi UOMO in Maria di Nazaret - con i quattro Vangeli canonici in mano e con tanto di Sacra Tradizione, tanti Santi (cristiani realizzati …) e rivelazioni di Mistici ne sa molto di più di allora, del tempo di quei farisei ebrei e giudici romani …

 

Penso sia necessario soffermarci a rileggere quanto Marco ci ha tramandato :

 

Quando fu mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Alle tre Gesù gridò a gran voce: “ Eloi, Eloi, lamma sabactani?” che significa: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”. Udendo questo, alcuni dei presenti dicevano: “Ecco chiama Elia!”. Uno corse a inzuppare di aceto una spugna, la fissò su una canna e gli dava da bere, dicendo: “Aspettate, vediamo se viene Elia a farlo scendere”. Ma Gesù, dando un forte grido, spirò”.

 

Questa frase evangelica ricordiamola spesso, perché Gesù l'ha gridata a mio e a nostro nome!  Come Gesù si é fatto uno di noi, anche noi dobbiamo diventare come Lui, per essere “alla pari” e, assieme a LUI, chiamare Dio nostro PADRE!

 

In questo tempo, così difficile, in cui il “Coronavirus” ci fa dimenticare la nostra identità di “battezzati in Gesù” … non ci resta che andare contro corrente, per amare sul serio alla maniera di figli di Dio per adozione, amandoci veramente tra noi come Lui ci ha insegnato.

Di sicuro è questo il vero “vaccino” che ci immunizzerà da quel brutto virus che con tanta paura ci porta alla morte … allontanandoci dall'Amore reciproco, che é tutt'uno con l'Amore Trinitario del Buon Dio.

 

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CI SIAMO 2 -  Da molto tempo il mio vero sonno notturno inizia alle 20 e termina nelle prime ore del mattino... Questo é il tempo opportuno per vedere chiaro la mia lunga vita terrena come un susseguirsi dell’Amore di Dio, che sempre, da sempre, mi ha accettato così come sono e mi ha fatto capire/intravedere le mie “realtà” per fare i giusti cambiamenti …

 

Toh, all'improvviso mi viene in mente il proverbio della “goccia che scava la pietra” … Naturalmente alle ore 3.30 vado al computer per cercare la spiegazione di quel proverbio che in latino suona così: “Gutta cavat lapidem”. E’ una metafora: l'acqua non può intaccare le pietre, perché sono dure e resistenti, ma, cadendo goccia dopo goccia, riesce a scavarle con il passare del tempo. Il senso della frase perciò é questo: con la costanza e la perseveranza, indipendentemente dagli ostacoli, si ottengono risultati all'inizio impensabili.

 

... Ma poi mi ritrovo tra le mani uno scritto molto conciso, che non è nemmeno firmato dal suo autore.   Di sicuro però mi sento d'accordo con lui.  

Caro lettore, leggilo attentamente … perché col “tempo” lo potremmo rivedere insieme.  

Ecco la preghiera dell’anziano.

 

Signore, ho capito: stiamo arrivando!

 

E' il mio povero corpo che, avanzato in anni e stanco di fatiche, incomincia a dar segni che presto non ne potrà più. Sento che i sensi si indeboliscono e si rallentano i riflessi.  Si altera il ritmo del sonno e del lavoro E' tutto il mio fisico che mi dice che il cammino sta arrivando al suo traguardo.

 

Però l'anima non si sta accasciando. Anzi, rimonta al cielo con più vigore e forza. Arriva più spedita a Te.

 

E' incominciato lo sdoppiamento. Fino ad ora, corpo ed anima tiravano, più o meno, alla pari. D'ora in poi, non più. Ognuno seguirà per conto suo, verso il suo ultimo destino. Il corpo verso la terra e l'anima verso Dio. Il corpo sempre più pesante e l'anima sempre più leggera.

 

Il corpo con le gambe sempre più molli, e l'anima con le ali sempre più forti, più capaci di meditazione, di preghiera, di dono, di abbandono, di amore, di pace. E' incominciata l'ultima tappa della vita.

 

Signore, ho capito. Sei Tu che mi chiami. Va benissimo. Ti rispondo di sì. Mentre il corpo tira verso il basso, che l'anima continui, o Signore, la sua salita. E quando il corpo toccherà il fondo, l'anima raggiunga, tra le Tue braccia, la cima del suo destino e delle sue speranze”.

Il Koko

 

CI SIAMO … o per amore, o per forza! sento il bisogno di venire allo scoperto e di parlare a Tu per Tu come dice il Vangelo di oggi - quarta Domenica di Quaresima. Gesù parla con Nicodemo e lo fa di notte. “Nicodemo andò da Lui di notte ...” ( Gv. 3,14-21).

NICODEMO è un fariseo e quindi preferisce incontrare Gesù da solo: un a Tu per Tu vero e sincero!

 

A te – fratello e sorella - che in questo istante fuggevole di “Tempo”  stai leggendo : proprio e solo come il fariseo NICODEMO mi rivolgo a te. Vorrei con tutta l'anima ricordarti che questi parlava con GESU', il DIO fattosi UOMO in Maria di Nazaret, e quindi con l'ETERNO! … Siamo in una situazione quanto mai originale e soprannaturale, in cui il nostro “ tempo fuggevole” é ridotto a “niente” di fronte all'ETERNITA', verso cui siamo diretti!

PER FAVORE, ascoltami... come se fosse la prima volta che il nostro BENABE = CUORE A CUORE ti parla. 

 

Sono vissuto nell'antica colonia francese denominata OUBANGUI CHARI per cinquant'anni. Dal 1959 quella colonia è diventata uno Stato, con pieni diritti e doveri tra le Nazioni Unite, denominata REPUBBLICA CENTRAFRICANA.

 

Circa quindici anni fa, ritornando dall'Africa, mi é passata una scintilla di luce nella mente, con il desiderio di lanciare il SITO www.benabe.org

 

Il BENABE cartaceo è arrivato a 72 numeri, mentre quello WEB ha proseguito finora, per la tenacia di qualcuno della redazione, che se l'è preso a cuore … più di me stesso!

 

Ora la rubrica CI SIAMO!” … viene a proposito, come una RINASCITA, al seguito delle “idee originali” del Beato Carlo Acutis, che a soli quindici anni ha buttato in aria I piani umani di qualsiasi “Gioca e Vinci” .

 

Da cinque giorni sono “vaccinato” contro il Covid 19; ma questo dice ben poco, dato che i ...93 anni sono “ben assicurati” e nessuno potrà togliermeli … anche se GESU', in quella notte benedetta, ha promesso a NICODEMO e quindi anche a ciascuno di noi il dono della vita eterna.

 

Oggi ho letto una interpretazione teologica del Vangelo della IV Domenica di Quaresima che ti presento, lettore e lettrice. Leggilo con attenzione, come un buon nutrimento da digerire con calma … e se vuoi comunica le tue riflessioni a info@benabe.org

 

14/03/2021 - IV DOMENICA  DI QUARESIMA "LAETARE"  (ANNO B) 

 

«Il Signore voleva che Nicodèmo nascesse dallo Spirito. Non si può nascere dallo Spirito, se non si è umili, perché è l'umiltà che ci fa nascere dallo Spirito. Nicodèmo, essendo un maestro, era troppo sicuro di sé, e stava sulla sua per il fatto che era dottore dei Giudei. Il Signore lo aiuta a liberarsi dalla superbia per poter nascere dallo Spirito» S. Agostino, Commentario al Vangelo di Gv. 12,6.    

 

IN CAMMINO VERSO LA PASQUA: CREDERE - VENIRE ALLA LUCE - FARE LA VERITÀ

 

Accolgo il mistero:

 

Laetare: superata la metà della Quaresima, siamo invitati a guardare con gioia alla méta del nostro percorso: la Pasqua. L’invito alla gioia è espresso in particolare dall’antifona di ingresso, ma anche dai motivi di gioia espressi nelle letture:

 

1° lettura : la fedeltà del Signore è tale da liberare il popolo dalla schiavitù  e ricondurlo nella Terra Promessa!

 

2° lettura : Dio “ricco di misericordia” , “ci ha fatti rivivere con Cristo: per grazia siete stati salvati”, cioè gratuitamente, come dono, “mediante la fede”.

 

Vangelo. Gesù è la luce nel mondo perché rivela in modo esclusivo e definitivo la realtà dell'uomo e di Dio. Cosa è chiesto all'uomo? Credere -venire alla luce - fare la verità.

 

La preghiera: 

 

O Dio, Padre della luce, tu vedi le profondità del nostro cuore: non permettere che ci domini il potere delle tenebre, ma apri i nostri occhi con la grazia del tuo Spirito, perché vediamo colui che hai mandato a illuminare il mondo, e crediamo in lui solo, Gesù Cristo, tuo Figlio, nostro Signore.

 

Le domande:

 

Preferisco  le tenebre del peccato oppure la luce divina  che mi permette di cogliere le occasioni di conversione per la mia  salvezza eterna? 

 

Questa coscienza che Dio ci ama comunque e diventa la nostra salvezza, nei momenti difficili e anche in quelli belli è il mio  punto di riferimento, mi appartiene oppure faccio fatica a concretizzarla?

 

San Paolo afferma che siamo chiamati a fare il bene seguendo le opere che Dio ha preparato per noi. Sono convinto che il bene dipende più dalla grazia che dalle mie opere?

 

Noi siamo Nicodemo quando? 

 

L'Impegno: Rendere testimonianza e giustizia alla Luce è fare la volontà del Padre, e questa volontà passa attraverso i nostri fratelli. E’ nel servizio al prossimo che riscopriamo la luce meravigliosa che è in noi, è nella testimonianza vera e gioiosa del Cristo Risorto che scoviamo il senso autentico del nostro essere Cristiani.

 

Il tuo l'Ex e Koko

 

LAUDATO SI', O MIO SIGNORE!

 

O tu, fratello e sorella, che passi in questo parco,

guardando, osservando, scrutando,

PER FAVORE, leggi questo scritto.

È rivolto a te semplicemente,

poiché sei l'unica creatura

dotata di intelligenza e di parola,

che può dare del “TUal nostro Comune CREATORE.

Ti prego di dirGLI GRAZIE, anche a nome nostro …

Siamo tutte Sue creature, anche se tu solo hai il SOFFIO DIVINO

nella Tua Anima!

A nome nostro, OFFRIGLI l’immensa gratitudine della nostra esistenza,

perché anche noi possiamo e vogliamo rendergli onore!

 

Siamo alberi, arbusti, ramoscelli ben vivi …

anche se tu a volte calpesti le nostre foglie.

Con te vogliamo cantare silenziosamente quel LAUDATO SI'

che Papa Francesco ha invitato a pregare,

a nome di tutto il CREATO.

 

“LAUDATO SI', O MIO SIGNORE!”

La nostra presenza è lode e preghiera

SILENZIOSA al nostro comune CREATORE.

Passando e ripassando sotto le nostre fronde, l'insieme delle piante,

dal grande e maestoso pino al semplice “pungitopo”,

mostrano di essere capolavori affascinanti di “trigonometria”,

senza aver frequentato le scuole secondarie.

 

La nostra specificità mette in evidenza che l'una ha bisogno dell'altra,

per cui ogni pianta è come il tassello di un meraviglioso mosaico,

che proclama 'LAUDATO SI', a lode e gloria del nostro Padre e Creatore.

 

Non ci resta che unire le voci in un magnifico

canto di riconoscenza all'Autore della Vita:

AMEN! LODE e GLORIA, SAPIENZA e AZIONE DI GRAZIE, ONORE e POTENZA

AL NOSTRO DIO NEI SECOLI DEI SECOLI. A M E N!”.

Il KokoDisegno Fiori colorato da Utente non registrato il 06 di Marzo del 2009

 

Avvicinandoci alla Quaresima, in questo tempo in cui il “virus” imperversa, penso sia interessante riflettere su quello che il mio e nostro Battesimo ci ha donato … Non ho tempo da perdere! Sento che Dio vuole da me e da noi tutti “di più!”, per essere suoi veri “figli adottivi”.

 

         Con il mio Battesimo sono diventato nientemeno che un “Dio” e poi, in pratica, assecondando il mio “ego” - il mio piccolo “io” - mostro di vivere come un semplice “barbone”. Il teologo Rahner, nel Concilio Vaticano II, ha affermato: “Gesù – il Dio fattosi Uomo in Maria di Nazaret, ha divinizzato la Sua Umanità semplicemente assumendola … “. Noi tutti in LUI, diventato parte integrante della nostra Stirpe Umana,  siamo contagiati con il Battesimo dal Suo “Virus” - dalla Sua Grazia – tanto che col Padre e lo Spirito Santo siamo diventati Tutt’uno!

         Ora si tratta di non perdere le “staffe” e di darci veramente “daffare”, con la Santissima Trinità!  Ciò dipende da noi, se vogliamo vivere veramente e seriamente!

 

         Mercoledì 3 febbraio, nell'Udienza Generale, Papa Francesco ha affermato: “Tramite la mediazione sacramentale é Gesù che agisce ed é presente, come quando risanava le membra deboli di un infermo o insegnava nell'Ultima Cena il Suo Testamento per la salvezza del mondo. La preghiera del cristiano fa propria la presenza sacramentale di Gesù. Ciò che é esterno a noi diventa parte di noi: la liturgia del gesto così naturale del mangiare. La Messa non può essere solo ascoltata: “Io vado ad ascoltare la Messa”, come se noi fossimo solo spettatori di qualcosa che scivola via senza coinvolgerci. La Messa é sempre celebrata e non solo dal sacerdote che la presiede, ma da tutti i cristiani che la vivono. Il centro é Cristo! Tutti noi, nella diversità dei doni e dei ministeri, tutti ci uniamo alla sua azione, perché é Lui, il Cristo,  il protagonista della liturgia.

 

Questo pensiero ci unisca tutti quando si va a Messa: “Vado a pregare in comunità, vado a pregare con Cristo che é presente. No, non é un modo di dire: Cristo é presente nella liturgia, tu preghi  con Cristo che é accanto a te”.

Il Koko



 

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Messaggio Cristiano

REGINA CAELI Piazza San Pietro, Domenica, 18 aprile 2021

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

In questa terza domenica di Pasqua, ritorniamo a Gerusalemme, nel Cenacolo, come guidati dai due discepoli di Emmaus, i quali avevano ascoltato con grande emozione le parole di Gesù lungo la via e poi lo avevano riconosciuto «nello spezzare il pane» (Lc 24,35). Ora, nel Cenacolo, Cristo risorto si presenta in mezzo al gruppo dei discepoli e li saluta: «Pace a voi!» (v. 36). Ma essi sono spaventati e credono «di vedere un fantasma», così dice il Vangelo (v. 37). Allora Gesù mostra loro le ferite del suo corpo e dice: «Guardate le mie mani e i miei piedi – le piaghe –: sono proprio io! Toccatemi» (v. 39). E per convincerli, chiede del cibo e lo mangia sotto i loro sguardi sbalorditi (cfr vv. 41-42).

 

C’è un particolare qui, in questa descrizione. Dice il Vangelo che gli Apostoli “per la grande gioia ancora non credevano”. Era tale la gioia che avevano che non potevano credere che quella cosa fosse vera. E un secondo particolare: erano stupefatti, stupiti; stupiti perché l’incontro con Dio ti porta sempre allo stupore: va oltre l’entusiasmo, oltre la gioia, è un’altra esperienza. E questi erano gioiosi, ma una gioia che faceva pensare loro: no, questo non può essere vero!… È lo stupore della presenza di Dio. Non dimenticare questo stato d’animo, che è tanto bello.

 

Questa pagina evangelica è caratterizzata da tre verbi molto concreti, che riflettono in un certo senso la nostra vita personale e comunitaria: guardare, toccare e mangiare. Tre azioni che possono dare la gioia di un vero incontro con Gesù vivo.

 

Guardare. “Guardate le mie mani e i miei piedi” – dice Gesù. Guardare non è solo vedere, è di più, comporta anche l’intenzione, la volontà. Per questo è uno dei verbi dell’amore. La mamma e il papà guardano il loro bambino, gli innamorati si guardano a vicenda; il bravo medico guarda il paziente con attenzione… Guardare è un primo passo contro l’indifferenza, contro la tentazione di girare la faccia da un’altra parte, davanti alle difficoltà e alle sofferenze degli altri. Guardare. Io vedo o guardo Gesù?

 

Il secondo verbo è toccare. Invitando i discepoli a toccarlo, per constatare che non è un fantasma – toccatemi! –, Gesù indica a loro e a noi che la relazione con Lui e con i nostri fratelli non può rimanere “a distanza”, non esiste un cristianesimo a distanza, non esiste un cristianesimo soltanto sul piano dello sguardo. L’amore chiede il guardare e chiede anche la vicinanza, chiede il contatto, la condivisione della vita. Il buon samaritano non si è limitato a guardare quell’uomo che ha trovato mezzo morto lungo la strada: si è fermato, si è chinato, gli ha medicato le ferite, lo ha toccato, lo ha caricato sulla sua cavalcatura e l’ha portato alla locanda. E così con Gesù stesso: amarlo significa entrare in una comunione di vita, una comunione con Lui.

 

E veniamo allora al terzo verbo, mangiare, che esprime bene la nostra umanità nella sua più naturale indigenza, cioè il bisogno di nutrirci per vivere. Ma il mangiare, quando lo facciamo insieme, in famiglia o tra amici, diventa pure espressione di amore, espressione di comunione, di festa... Quante volte i Vangeli ci presentano Gesù che vive questa dimensione conviviale! Anche da Risorto, con i suoi discepoli. Al punto che il Convito eucaristico è diventato il segno emblematico della comunità cristiana. Mangiare insieme il corpo di Cristo: questo è il centro della vita cristiana.

 

Fratelli e sorelle, questa pagina evangelica ci dice che Gesù non è un “fantasma”, ma una Persona viva; che Gesù quando si avvicina a noi ci riempie di gioia, al punto di non credere, e ci lascia stupefatti, con quello stupore che soltanto la presenza di Dio dà, perché Gesù è una Persona viva. Essere cristiani non è prima di tutto una dottrina o un ideale morale, è la relazione viva con Lui, con il Signore Risorto: lo guardiamo, lo tocchiamo, ci nutriamo di Lui e, trasformati dal suo Amore, guardiamo, tocchiamo e nutriamo gli altri come fratelli e sorelle. La Vergine Maria ci aiuti a vivere questa esperienza di grazia.

 

Dopo il Regina Caeli

Cari fratelli e sorelle!

Ieri, nell’Abbazia di Casamari, sono stati proclamati Beati Simeone Cardon e cinque compagni martiri, monaci cistercensi di quell’Abbazia. Nel 1799, quando soldati francesi in ritirata da Napoli saccheggiarono chiese e monasteri, questi miti discepoli di Cristo resistettero con coraggio eroico, fino alla morte, per difendere l’Eucaristia dalla profanazione. Il loro esempio ci spinga a un maggiore impegno di fedeltà a Dio, capace anche di trasformare la società e di renderla più giusta e fraterna. Un applauso ai nuovi Beati!

 

E questa è una cosa triste. Seguo con viva preoccupazione gli avvenimenti in alcune aree dell’Ucraina orientale, dove negli ultimi mesi si sono moltiplicate le violazioni del cessate-il-fuoco, e osservo con grande inquietudine l’incremento delle attività militari. Per favore, auspico fortemente che si eviti l’aumento delle tensioni e, al contrario, si pongano gesti capaci di promuovere la fiducia reciproca e favorire la riconciliazione e la pace, tanto necessarie a tanto desiderate. Si abbia a cuore anche la grave situazione umanitaria in cui versa quella popolazione, alla quale esprimo la mia vicinanza e per la quale vi invito a pregare. Ave Maria…

 

Oggi si celebra in Italia la Giornata per l’Università Cattolica del Sacro Cuore, che da cento anni svolge un prezioso servizio per la formazione delle nuove generazioni. Possa continuare a svolgere la sua missione educativa per aiutare i giovani ad essere protagonisti di un futuro ricco di speranza. Benedico di cuore il personale, i professori e gli studenti dell’Università Cattolica.

 

E ora un cordiale saluto a tutti voi, romani e pellegrini…, brasiliani, polacchi, spagnoli…, e vedo un’altra bandiera lì… Grazie a Dio possiamo ritrovarci di nuovo in questa piazza per l’appuntamento domenicale e festivo. Vi dico una cosa: mi manca la piazza quando devo fare l’Angelus in Biblioteca. Sono contento, grazie a Dio! E grazie a voi per la vostra presenza… Ai ragazzi dell’Immacolata che sono bravi… E a tutti auguro una buona domenica. Per favore non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!

Papa Francesco 


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