2019, Martedì, 25 Giugno
   
Africa di ieri e di oggi


AKOTARA

Il Museo consacrato ai Gbayas del Nord-Ovest Centrafricano

 

http://www.alain-degras.fr/html/mission.html

 

www.akotara.capucinstchadrca.com/

 

         Il 7 giugno 2012, a Bouar nel Centrafrica, è stato inaugurato il “Musée des akotara” (= il museo degli avi) che espone al pubblico un importante patrimonio della vita ancestrale, specie del periodo prima dell’Indipendenza nazionale.

 

         Il complesso era stato messo insieme dai primi missionari Cappuccini Genovesi, specie da un tale che si firma “L’Ex”. Con pazienza e per 20-30 anni, egli aveva raccolto una grande quantità di oggetti, utili alla vita ordinaria di lavoro, caccia e alle più diverse necessità … Da circa vent’anni i reperti erano custoditi alla “Yolé” e quasi “abbandonati”, anche se non era raro che venisse gente dalla capitale (Bangui) a Bouar  - 450 km -, per ammirate la collezione.

 

         I vari pezzi da museo, che alcuni nostri contemporanei qualificano  “superati”,  attualmente  -  e finalmente  - sono stati sistemati in luoghi appropriati, dove ogni cosa è messa al suo giusto posto, sotto la direzione di un volontario “naturalista” francese, Alain Degras.

 

         La collezione si trova presso il Centro di Cultura e Formazione denominato “St Laurent”. La sua importanza e la sua ricchezza costituisce un patrimonio culturale, e per questo diventa materiale vivente e tangibile per la Storia Centrafricana.

 

Frati Minori Cappuccini

Vice-Provincia TCHAD ~ RCA

Saint-Laurent

Bouar

BP 23

République Centrafricaine

 

 



 

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Messaggio Cristiano

Un´altra processione del Corpus Domini

«Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla» (Lc 9, 11-17).

 
Ogni tanto, al congedo dalla Messa, mi piace ripetere le parole di Tonino Bello: «La pace è finita, andate alla Messa».
 
La Messa comincia quando finisce. Una volta moltiplicati i pani Gesù li dà ai discepoli «perché li distribuissero alla folla». Non è così anche per noi? Dobbiamo portare l’Eucaristia alla folla. Forse è questa la vera processione del Corpus Domini.
 
La processione del Corpus Domini risale a metà del 1200, in Belgio, e fu presto estesa a tutta la Chiesa grazie al miracolo di Bolsena di pochi anni più tardi. La celebriamo in mille modi. Come non ricordare l’infiorata di Genzano o di Sutri e di chissà quante altre parti d’Italia? È davvero bello portare Gesù Eucaristia per le nostre strade. Ricordo le processioni che ho fatto col Papa da san Giovanni in Laterano a Santa Maria Maggiore, lungo via Merulana…
 
Penso ci sarebbe bisogno anche di un’altra processione, quella che dovremmo fare ciascuno di noi al termine di ogni Messa: portare ovunque Gesù e renderlo presente a casa, nell’ambiente di lavoro, nelle istituzioni sociali, nei luoghi della nostra vita quotidiana, possiamo. Gesù non si fa eucaristia per restare in chiesa, ma per uscire per le strade, per dilatarsi sul mondo intero e lievitarlo verso i cieli nuovi e la terra nuova.
 
Egli ci trasforma in sé perché la nostra vita diventa sacramento della sua presenza in mezzo all’umanità.
Le specie eucaristiche si prolungano nella nostra umanità. Come il pane e il vino servono perché Gesù si renda presente nell’Eucaristia, così le nostre persone servono perché egli sia in noi e cammini con noi, fino a che diventiamo noi stessi eucaristia per il mondo.
 
La messa comincia quando finisce.
 

Fabio Ciardi

 

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