2021, Martedì, 20 Aprile
Polisportiva

Polisportiva San Francesco ASD

Passato, presente e… futuro...

 

Nel 1985, un gruppo di persone attive nell'ambito del convento dei Cappuccini di Savona e della Parrocchia della Villetta, ebbero l'idea di fondare la "polisportiva", con l'intenzione di riunire i ragazzi, che frequentavano le due realtà del quartiere, e di affiancare alle iniziative religiose (preghiera, catechismo, oratorio, chierichetti), altre attività di tipo fisico, ugualmente utili per la loro maturazione. 

 

Il primo presidente fu Benito Piemontino. Altri si susseguirono negli anni. Da un po' di tempo la Polisportiva, che, frattanto ha perso il legame con la parrocchia e si è denominata "San Francesco", è retta da Giovanni Flavio Rossello, con Paolo Gambetta vice e factotum, e Luca Pesce segretario.

 

Le attività promosse furono all'inizio per lo più partite e tornei di calcio, a conclusione degli incontri di preghiera dei giovani, il sabato pomeriggio. Frequenti furono le partite tra squadre di chierichetti dei diversi conventi liguri. Per un certo periodo, si praticò anche la pallamano, nello spazio della pista di pattinaggio, sulla scia dell'allora fortissima squadra del liceo scientifico, nella quale militava Nicola Gambetta. Inoltre, di quei tempi pionieristici, si ha notizia di agguerritissimi tornei di ping-pong.


Sul finire degli anni '80, un gruppo di ragazzi, che adesso costituisce lo "zoccolo duro" della Polisportiva, si appassionò al podismo, e di qui nacque l'idea di organizzare un proprio una marcia podistica non competitiva. La prima edizione della Camminata Panoramica vide la luce nel 1989, e vi parteciparono una cinquantina di concorrenti… ben poca cosa rispetto ai 1100 dell'ultima edizione, nel maggio scorso! La manifestazione è cresciuta notevolmente di anno in anno, anche grazie all'intenso battage pubblicitario che si effettua tra le società podistiche amatoriali della Liguria, nelle quali si possono contare amici e sostenitori. 
 

A partire dal 1992, per ricordare Nicola, la camminata ha assunto il titolo di "Memorial Nicola Gambetta", e il ricavato delle quote di iscrizione viene devoluto completamente all'Associazione Savonese contro le leucemie.
 

Degna di nota, per questa breve storia della Polisportiva, è la partecipazione di cinque atleti (tra cui il presidente ed il segretario), all'edizione 1991 della Maratona di NewYork, come aggregati al gruppo ligure che promuoveva le manifestazioni Colombiane. Dei cinque "prodi" maratoneti, tre sono riusciti nell'impresa di concludere la gara, la quale, per chi non lo sapesse, si sviluppa sulla distanza di oltre 42 Km! I nostri, in quell'occasione, visitarono il convento di Manhattan dei Frati Cappuccini, che si trova nei pressi del Madison Square Garden, e vennero accolti da un robusto frate Guardiano, Padre John.
 

Ed eccoci al 17° Memorial Nicola Gambetta - 20° Camminata Panoramica di domenica 11 maggio 2008 a festeggiare un nuovo record di partecipanti ben 1416 iscritti alla manifestazione permettendo di donare all'Associazione Savonese Contro Le Leucemie la considerevole cifra di 5.308,00 Euro.

 

Documenti allegati

 

 

 Classifica Memorial Gambetta 2006

 

 Classifica Memorial Gambetta 2007

 

 

 

 

 Classifica Memorial Gambetta 2008

 

 

 

 

 Premiazione 4° Concorso Studentesco

 

 

 Volantino 2009

 

 

 Albo d'oro Camminata Panoramica

 

 

 Classifica Memorial Gambetta 2009

 

 

 Bando concorso studentesco 2010

 

 

 Vincitori del concorso studentesco 2010

 

 

 Comunicato Memorial Gambetta 2010

 

 

 Volantino 2010

 

 

 Classifica Memorial Gambetta 2010

 


Documenti allegati

 Concorso studentesco 2012
 Logo 2011
 Vincitori concorso 2011
 Classifica Memorial Gambetta 2011
 Volantino 2011
 Volantino 2012
 Premiazione concorso 2012
 Logo 2012
 Vincitori concorso 2012
 Classifica Assoluta 2012
 Classifica Generale 2012
 Concorso Studentesco 2013
 Volantino 2013
 Concorso studentesco 2014
 Premiazione concorso 2013
 Logo 2013
 Classifica Generale 2013
 Volantino 2014
 Logo 2014
 Premiazione concorso 2014
 Classifica Generale 2014
 Volantino 2015
 Logo 2015
 Vincitori concorso 2015
 Classifica Generale 2015
 Volantino 2016
 logo 2016 .jpg
 Vincitori concorso 2016
 Classifica generale 2016
 Bando concorso studentesco 2016-2017
 Vincitori concorso 2017
 logo 2017.jpg
 Classifica generale 2017
 Bando concorso studentesco 2017-2018
 Volantino 2018
 Volantino 2019
 vincitori concorso 2019.doc

 

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Messaggio Cristiano

REGINA CAELI Piazza San Pietro, Domenica, 18 aprile 2021

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

In questa terza domenica di Pasqua, ritorniamo a Gerusalemme, nel Cenacolo, come guidati dai due discepoli di Emmaus, i quali avevano ascoltato con grande emozione le parole di Gesù lungo la via e poi lo avevano riconosciuto «nello spezzare il pane» (Lc 24,35). Ora, nel Cenacolo, Cristo risorto si presenta in mezzo al gruppo dei discepoli e li saluta: «Pace a voi!» (v. 36). Ma essi sono spaventati e credono «di vedere un fantasma», così dice il Vangelo (v. 37). Allora Gesù mostra loro le ferite del suo corpo e dice: «Guardate le mie mani e i miei piedi – le piaghe –: sono proprio io! Toccatemi» (v. 39). E per convincerli, chiede del cibo e lo mangia sotto i loro sguardi sbalorditi (cfr vv. 41-42).

 

C’è un particolare qui, in questa descrizione. Dice il Vangelo che gli Apostoli “per la grande gioia ancora non credevano”. Era tale la gioia che avevano che non potevano credere che quella cosa fosse vera. E un secondo particolare: erano stupefatti, stupiti; stupiti perché l’incontro con Dio ti porta sempre allo stupore: va oltre l’entusiasmo, oltre la gioia, è un’altra esperienza. E questi erano gioiosi, ma una gioia che faceva pensare loro: no, questo non può essere vero!… È lo stupore della presenza di Dio. Non dimenticare questo stato d’animo, che è tanto bello.

 

Questa pagina evangelica è caratterizzata da tre verbi molto concreti, che riflettono in un certo senso la nostra vita personale e comunitaria: guardare, toccare e mangiare. Tre azioni che possono dare la gioia di un vero incontro con Gesù vivo.

 

Guardare. “Guardate le mie mani e i miei piedi” – dice Gesù. Guardare non è solo vedere, è di più, comporta anche l’intenzione, la volontà. Per questo è uno dei verbi dell’amore. La mamma e il papà guardano il loro bambino, gli innamorati si guardano a vicenda; il bravo medico guarda il paziente con attenzione… Guardare è un primo passo contro l’indifferenza, contro la tentazione di girare la faccia da un’altra parte, davanti alle difficoltà e alle sofferenze degli altri. Guardare. Io vedo o guardo Gesù?

 

Il secondo verbo è toccare. Invitando i discepoli a toccarlo, per constatare che non è un fantasma – toccatemi! –, Gesù indica a loro e a noi che la relazione con Lui e con i nostri fratelli non può rimanere “a distanza”, non esiste un cristianesimo a distanza, non esiste un cristianesimo soltanto sul piano dello sguardo. L’amore chiede il guardare e chiede anche la vicinanza, chiede il contatto, la condivisione della vita. Il buon samaritano non si è limitato a guardare quell’uomo che ha trovato mezzo morto lungo la strada: si è fermato, si è chinato, gli ha medicato le ferite, lo ha toccato, lo ha caricato sulla sua cavalcatura e l’ha portato alla locanda. E così con Gesù stesso: amarlo significa entrare in una comunione di vita, una comunione con Lui.

 

E veniamo allora al terzo verbo, mangiare, che esprime bene la nostra umanità nella sua più naturale indigenza, cioè il bisogno di nutrirci per vivere. Ma il mangiare, quando lo facciamo insieme, in famiglia o tra amici, diventa pure espressione di amore, espressione di comunione, di festa... Quante volte i Vangeli ci presentano Gesù che vive questa dimensione conviviale! Anche da Risorto, con i suoi discepoli. Al punto che il Convito eucaristico è diventato il segno emblematico della comunità cristiana. Mangiare insieme il corpo di Cristo: questo è il centro della vita cristiana.

 

Fratelli e sorelle, questa pagina evangelica ci dice che Gesù non è un “fantasma”, ma una Persona viva; che Gesù quando si avvicina a noi ci riempie di gioia, al punto di non credere, e ci lascia stupefatti, con quello stupore che soltanto la presenza di Dio dà, perché Gesù è una Persona viva. Essere cristiani non è prima di tutto una dottrina o un ideale morale, è la relazione viva con Lui, con il Signore Risorto: lo guardiamo, lo tocchiamo, ci nutriamo di Lui e, trasformati dal suo Amore, guardiamo, tocchiamo e nutriamo gli altri come fratelli e sorelle. La Vergine Maria ci aiuti a vivere questa esperienza di grazia.

 

Dopo il Regina Caeli

Cari fratelli e sorelle!

Ieri, nell’Abbazia di Casamari, sono stati proclamati Beati Simeone Cardon e cinque compagni martiri, monaci cistercensi di quell’Abbazia. Nel 1799, quando soldati francesi in ritirata da Napoli saccheggiarono chiese e monasteri, questi miti discepoli di Cristo resistettero con coraggio eroico, fino alla morte, per difendere l’Eucaristia dalla profanazione. Il loro esempio ci spinga a un maggiore impegno di fedeltà a Dio, capace anche di trasformare la società e di renderla più giusta e fraterna. Un applauso ai nuovi Beati!

 

E questa è una cosa triste. Seguo con viva preoccupazione gli avvenimenti in alcune aree dell’Ucraina orientale, dove negli ultimi mesi si sono moltiplicate le violazioni del cessate-il-fuoco, e osservo con grande inquietudine l’incremento delle attività militari. Per favore, auspico fortemente che si eviti l’aumento delle tensioni e, al contrario, si pongano gesti capaci di promuovere la fiducia reciproca e favorire la riconciliazione e la pace, tanto necessarie a tanto desiderate. Si abbia a cuore anche la grave situazione umanitaria in cui versa quella popolazione, alla quale esprimo la mia vicinanza e per la quale vi invito a pregare. Ave Maria…

 

Oggi si celebra in Italia la Giornata per l’Università Cattolica del Sacro Cuore, che da cento anni svolge un prezioso servizio per la formazione delle nuove generazioni. Possa continuare a svolgere la sua missione educativa per aiutare i giovani ad essere protagonisti di un futuro ricco di speranza. Benedico di cuore il personale, i professori e gli studenti dell’Università Cattolica.

 

E ora un cordiale saluto a tutti voi, romani e pellegrini…, brasiliani, polacchi, spagnoli…, e vedo un’altra bandiera lì… Grazie a Dio possiamo ritrovarci di nuovo in questa piazza per l’appuntamento domenicale e festivo. Vi dico una cosa: mi manca la piazza quando devo fare l’Angelus in Biblioteca. Sono contento, grazie a Dio! E grazie a voi per la vostra presenza… Ai ragazzi dell’Immacolata che sono bravi… E a tutti auguro una buona domenica. Per favore non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!

Papa Francesco 


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