2020, Domenica, 29 Novembre
Benabe

 

Cari lettori, non posso lasciare la tradizione di augurare a tutti un Mondo di Bene! Tanto più che il 2020 risuona bel tondo!

 

I miei AUGURI sono un po’ speciali: il nuovo Anno 2020 inizia con una “novità” che si rifà al 1968 … Allora erano i giovani a fare la rivoluzione; OGGI abbiamo una giovane, GRETA, che trascina con sé il mondo … ridotto ai minimi termini!


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  Liturgia del giorno >>>

I DOMENICA DI AVVENTO (ANNO B)

Is 63,16-17.19; 64,2-7 Sal 79 1Cor 1,3-9 Mc 13,33-37: Vegliate: non sapete quando il padrone di casa ritornerà.

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BLOG dell´Ex
Riflessioni sul coronavirus

Il BLOG di "BENABE" è aperto a tutti, per aiutare reciprocamente a tendere a quel SOLO che da sempre ci aspetta per "perderci" in Lui.

Allegati
MISERICORDIOSI COME IL PADRE
NEI GIORNI DEL SILENZIO

"L´amore è la più potente forza del mondo: scatena, attorno a chi lo vive, la pacifica rivoluzione cristiana" CL
Le parole del Papa
NEW UDIENZA GENERALE

Biblioteca del Palazzo Apostolico, Mercoledì, 25 Novembre 2020

LETTERA DEL SANTO PADRE AI SACERDOTI DELLA DIOCESI DI ROMA

Roma, presso San Giovanni in Laterano, 31 maggio 2020, Solennità di Pentecoste.

Allegati
Letture e meditazioni
Parola di vita ľ Novembre 2020

"Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati" (Mt 5,4).

INVERNO DELL´ANIMA

(nei giorni della pandemia)
Cronaca Bianca
La conversione missionaria della comunità parrocchiale

"Vietato lamentarsi"

Allegati

Quando Dio interviene

Vangelo vissuto

Questa rubrica è stata aperta per dare spazio a fatti positivi, raccolti qua e là in tutto il mondo. Sta al lettore lasciarsi interpellare e capire che non esiste "caso" vero che non mostri l´intervento di Dio.

Attratti dalla bellezza: l´Immacolata

Atto di affidamento alla Beata Vergine Maria di Fatima
A tutto campo
CELEBRAZIONE DELLA SANTA MESSA E FIRMA DELL'ENCICLICA "FRATELLI TUTTI" ALLA TOMBA DI SAN FRANCESCO

SACRO CONVENTO DI ASSISI, Sabato, 3 ottobre 2020

CENTENARIO DELLA NASCITA DI SAN GIOVANNI PAOLO II

Lunedì, 18 maggio 2020

Le donne nella Bibbia

Dedicato a tutte le donne!
A tu per tu
Vivere il Rosario

"Da Missioni OMI. Rivista mensile di attualità missionaria - www.missioniomi.it"

Missione, con lo stile di Maria
Pensieri del Gufo
NEW PENSIERI DEL GUFO

Su una vecchia quercia stava un vecchio Gufo, più taceva e più sapeva, più sapeva e più taceva...
Testimoni del nostro tempo
Ho conosciuto Chiara

Bonaventura Marinelli Ofm capp.

CIAO GRANDE SILVANO CHE CI HAI VOLUTO BENE ů

www.focolareliguria - 15/04/2020
I Cappuccini
Vita del convento di SAVONA



Allegati

Margherita Bays, la Santa del quotidiano
Africa di ieri e di oggi
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AGGIORNAMENTO SUL CENTRAFRICA

Prendersi cura del mondo

Cantieri aperti e cantieri che chiudono
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Messaggio Cristiano

Angelus, Piazza San Pietro, Domenica 22 Novembre 2020

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi celebriamo la solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo, con la quale si chiude l’anno liturgico, la grande parabola in cui si dispiega il mistero di Cristo: tutto l’anno liturgico. Egli è l’Alfa e l’Omega, l’inizio e il compimento della storia; e la liturgia odierna si concentra sull’“omega”, cioè sul traguardo finale. Il senso della storia lo si capisce tenendo davanti agli occhi il suo culmine: la fine è anche il fine. Ed è proprio questo che fa Matteo, nel Vangelo di questa domenica (25,31-46), ponendo il discorso di Gesù sul giudizio universale all’epilogo della sua vita terrena: Lui, che gli uomini stanno per condannare, è in realtà il supremo giudice. Nella sua morte e risurrezione, Gesù si mostrerà il Signore della storia, il Re dell’universo, il Giudice di tutti. Ma il paradosso cristiano è che il Giudice non riveste una regalità temibile, ma è un pastore pieno di mitezza e di misericordia.

 

Gesù, infatti, in questa parabola del giudizio finale, si serve dell’immagine del pastore. Prende le immagini dal profeta Ezechiele, che aveva parlato dell’intervento di Dio in favore del popolo, contro i cattivi pastori d’Israele (cfr 34,1-10). Questi erano stati crudeli, sfruttatori, preferendo pascere sé stessi piuttosto che il gregge; pertanto Dio stesso promette di prendersi cura personalmente del suo gregge, difendendolo dalle ingiustizie e dai soprusi. Questa promessa di Dio per il suo popolo si è realizzata pienamente in Gesù Cristo, il Pastore: proprio Lui è il Buon Pastore. Anche Lui stesso dice di sé: «Io sono il buon pastore» (Gv 10,11.14).

 

Nella pagina evangelica di oggi, Gesù si identifica non solo col re-pastore, ma anche con le pecore perdute. Potremmo parlare come di una “doppia identità”: il re-pastore, Gesù, si identifica anche con le pecore, cioè con i fratelli più piccoli e bisognosi. E indica così il criterio del giudizio: esso sarà preso in base all’amore concreto dato o negato a queste persone, perché Lui stesso, il giudice, è presente in ciascuna di esse. Lui è giudice, Lui è Dio-uomo, ma Lui è anche il povero, Lui è nascosto, è presente nella persona dei poveri che Lui menziona proprio lì. Dice Gesù: «In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto (o non avete fatto) a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete (o non l’avete) fatto a me» (vv. 40.45). Saremo giudicati sull’amore. Il giudizio sarà sull’amore. Non sul sentimento, no: saremo giudicati sulle opere, sulla compassione che si fa vicinanza e aiuto premuroso.

 

Io mi avvicino a Gesù presente nella persona dei malati, dei poveri, dei sofferenti, dei carcerati, di coloro che hanno fame e sete di giustizia? Mi avvicino a Gesù presente lì? Questa è la domanda di oggi.

 

Dunque, il Signore, alla fine del mondo, passerà in rassegna il suo gregge, e lo farà non solo dalla parte del pastore, ma anche dalla parte delle pecore, con le quali Lui si è identificato. E ci chiederà: “Sei stato un po’ pastore come me?”. “Sei stato pastore di me che ero presente in questa gente che era nel bisogno, o sei stato indifferente?”. Fratelli e sorelle, guardiamoci dalla logica dell’indifferenza, di quello che ci viene in mente subito: guardare da un’altra parte quando vediamo un problema. Ricordiamo la parabola del Buon Samaritano. Quel povero uomo, ferito dai briganti, buttato per terra, fra la vita e la morte, era lì solo. Passò un sacerdote, vide, e se ne andò, guardò da un’altra parte. Passò un levita, vide e guardò da un’altra parte. Io, davanti ai miei fratelli e sorelle nel bisogno, sono indifferente come questo sacerdote, come questo levita, e guardo da un’altra parte? Sarò giudicato su questo: su come mi sono avvicinato, di come ho guardato Gesù presente nei bisognosi. Questa è la logica, e non lo dico io, lo dice Gesù: “Quello che avete fatto a questo, a questo, a questo, lo avete fatto a me. E quello che non avete fatto a questo, a questo, a questo, non lo avete fatto a me, perché io ero lì”. Che Gesù ci insegni questa logica, questa logica della prossimità, dell’avvicinarsi a Lui, con amore, nella persona dei più sofferenti.

 

Chiediamo alla Vergine Maria di insegnarci a regnare nel servire. La Madonna, assunta in Cielo, ha ricevuto dal suo Figlio la corona regale, perché lo ha seguito fedelmente – è la prima discepola - nella via dell’Amore. Impariamo da lei a entrare fin da ora nel Regno di Dio, attraverso la porta del servizio umile e generoso. E torniamo a casa soltanto con questa frase: “Io ero presente lì. Grazie!” oppure: “Ti sei scordato di me”.

 

Dopo l'Angelus

Cari fratelli e sorelle!

Desidero inviare un pensiero speciale alle popolazioni della Campania e della Basilicata, a quarant’anni dal disastroso terremoto, che ebbe il suo epicentro in Irpinia e seminò morte e distruzione. Quarant’anni già! Quell’evento drammatico, le cui ferite anche materiali non sono ancora del tutto rimarginate, ha evidenziato la generosità e la solidarietà degli italiani. Ne sono testimonianza tanti gemellaggi tra i paesi terremotati e quelli del nord e del centro, i cui legami ancora sussistono. Queste iniziative hanno favorito il faticoso cammino della ricostruzione e, soprattutto, la fraternità tra le diverse comunità della Penisola.

 

Saluto tutti voi, romani e pellegrini, che malgrado le difficoltà attuali, e sempre nel rispetto delle regole, siete venuti in Piazza San Pietro. Un saluto speciale alle famiglie, che in questo periodo fanno più fatica. Su questo, pensate a tante famiglie che sono in difficoltà in questo momento, perché non hanno il lavoro, hanno perso il lavoro, hanno uno, due figli…; e a volte, con un po’ di vergogna, non fanno sapere questo. Ma siate voi ad andare a cercare dove c’è necessità. Dove è Gesù, dove è Gesù nel bisogno. Fate questo!

 

A tutti auguro una buona domenica – anche a quelli dell’Immacolata, che sono forti! –. E per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!

 Francesco


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