2018, Giovedì, 15 Novembre
   
Benabe

Caro lettore, in questo 2018 con te vorrei impegnarmi in qualcosa di più personale … Sai perché? Mentre un tempo mi firmavo “L’Ex” e dopo “Il Koko”, ora, volente o nolente, mi segno con l’augurio che il vecchio dei panettoni Balocco ripete alla TV: “Fate i buoni”! E lo dico a me innanzi tutto.

VOGLIAMOCI BENE, da cristiani credibili! E sapete che i cristiani credibili sono coloro che mostrano di essere cristiani con la loro vita ... sempre nell’”AMORE RECIPROCO”.


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  Liturgia del giorno >>>

Giovedì della XXXII settimana del Tempo Ordinario - S. Alberto Magno

Fm 1,7-20 Sal 145 Lc 17,20-25: Il regno di Dio è in mezzo a voi.

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BLOG dell´Ex
GIOCO di PALAZZO

Il BLOG di "BENABE" è aperto a tutti, per aiutare reciprocamente a tendere a quel SOLO che da sempre ci aspetta per "perderci" in Lui.
MISERICORDIOSI COME IL PADRE
Le parole del Papa
NEW ANGELUS

Piazza San Pietro, Domenica 11 Novembre 2018

UDIENZA GENERALE

Piazza San Pietro, Mercoledì 31 Ottobre 2018
Letture e meditazioni
Parola di vita ľ Novembre 2018

"Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me" (Ap 3,20).

L´ultima lettera del papa: un appello al coinvolgimento ecclesiale

Breve commento alla lettera di Papa Francesco sulla pedofilia.
Cronaca Bianca
NEW LETTERA AL FONDATORE DEL MONASTERO DI BOSE IN OCCASIONE DEL 50.mo ANNIVERSARIO DELLA COMUNIT└ MONASTICA

11 Novembre 2018

Vangelo vissuto

Cuore di madre

Allegati

Operazione metro quadro
A tutto campo
Papa Francesco: "Io ho trovato tanta fede, in Irlanda"

26 Agosto 2018

VIAGGIO APOSTOLICO DEL SANTO PADRE IN IRLANDA PER IL IX INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE (25-26 AGOSTO 2018)

FESTA DELLE FAMIGLIE

Dare speranza al Mondo

Si è concluso il Genfest 2018 a Manila. I 6.000 giovani lanciano il progetto "Pathways for a United World": percorsi per costruire rapporti di fraternità.
A tu per tu
Pensieri

Allegati

Maria non si prega, ma si imita ů

ů o meglio, si prega meditando quello che si dice, e così facendo si "impara" ad imitarla.
Pensieri del Gufo
NEW PENSIERI DEL GUFO

Su una vecchia quercia stava un vecchio Gufo, più taceva e più sapeva, più sapeva e più taceva...
Testimoni del nostro tempo
Ruggero Badano: un uomo giusto

13 ottobre 2018

Nazarena, l'ultima reclusa

Dal blog di Fabio Ciardi
I Cappuccini
Festa di SAN FRANCESCO

Giovedì 4 Ottobre

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UDIENZA DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PARTECIPANTI AL CAPITOLO GENERALE DELL'ORDINE DEI FRATI MINORI CAPPUCCINI

Sala Clementina, Venerdì, 14 settembre 2018
Africa di ieri e di oggi
Repubblica Centrafricana senza pace

31 ottobre 2018

Quel gesto d´amore mi ha salvato

Dal Genfest la testimonianza di Jean Paul del Burundi e Egide del Ruanda.

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Messaggio Cristiano

Una vita per Dio e per i fratelli

Venuta una vedova po­vera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo. Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa ve­dova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri... vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere» (Mc 12, 38-44).

 

Una vita tutta donata a Dio. La vedova al tempio ne è diventata un simbolo. Ha donato «tutta la sua vita», come scrive Mar­co nell’originale greco, quello che è tradotto con «tutto quanto aveva per vivere».
Una vedova: non ha più statuto giuridico né chi la sostiene economicamente. Per questo in alcune culture le vedove sceglieva (e scelgono) di bruciare sulla pira di fuoco assieme al marito defun­to; meglio morire che rimanere sola.
 
 
È l’ultima pagina del Vangelo di Marco che ascoltiamo prima dell’annuncio della fine dei tempi e della conclusione dell’anno liturgico, quasi a indicarci l’atto più importante da compiere, indispensabile per accogliere la venuta del Signore nella gloria: la con­segna totale della nostra vita. Siamo usciti dalle sue mani, siamo suoi, a lui dobbiamo tornare. La vita è un suo dono, a lui la ren­diamo, con piena consapevolezza, nella gioia.
«Sei tu, Signore, l’unico mio bene» vorremmo dirgli, con sinceri­tà, ripetendo le parole del Salmo. È l’Unico bene che vogliamo possedere, non ci sono quindi altri beni che possiamo tenere per noi.
 
 
Seduto nel cortile del tempio, davanti alle tredici cassette per le offerte, Gesù guardava i molti ricchi che donavano il loro superfluo. Donavano tanto, ma non era tutto quanto avevano per vivere, non era tutta la loro vita e per loro Dio non era l’Unico.
La vedova invece, come spesso sanno fare i poveri, donò tutto, perché per lei Dio era tutto.
 
 
L’offerta al tempio era destinata al tesoro del tempio e insieme ai poveri che il tempio sosteneva. È segno dell’unico amore, verso Dio e verso il prossimo. Non si può amare Dio che non si vede, se non si ama il prossimo che si vede (cf. 1 Gv 4, 20).
Nella pri­mitiva comunità dei cristiani di Gerusalemme il racconto della vedova doveva passare di bocca in bocca. Come lei anch’es­si mettevano tutto in comune e nessuno diceva proprio quello che possedeva (cf. At 4, 32). Anche loro, come quella vedova, provavano più gioia nel dare che nel ricevere, proprio come Gesù aveva detto (cf. At 20, 35).
Quando egli tornerà nella gloria a giudicare il mondo dovrà trovarci puri e liberi, poveri e leggeri, senza inutili pesi, per volare con lui nei cieli. E ciò come frutto non di ascesi, ma di dono: non avere più nulla perché tutto avremo donato per amore.
 
 
Per amore, non per ostentazione, per meritare onorificenze per il bene compiuto, facendosi passare per benefattori: «La destra non sappia ciò che fa la sinistra» (cf. Mt 6, 3).
Quanto contrasto tra gli scribi che cercano il saluto nelle piazze e si fanno vedere nei primi posti e l’umile vedova nascosta, che passa veloce (ma Gesù la nota!).
Se una ricompensa c’è, ella l’attende da un altro, da Dio, che dà a chi ha dato e mette in grembo «una misura ab­bondante, pigiata, scossa e traboccante», come con la vedova di Zarepta alla quale non mancò più olio né farina.
 
 
Fabio Ciardi
 

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