2019, Martedì, 21 Maggio
   
Benabe

AUGURIAMOCI RECIPROCAMENTE che questo Nuovo Anno 2019 sia Buono, Bello e Pacifico! E a dichiararvelo sono io che mi firmo <LO STAGIONATO>, un nome che mi si è imposto dopo quello dell’EX.

 

Qualche mese fa, un improvviso ciclone con vento impetuoso ha, in pochi minuti, abbattuto la stupenda foresta di abeti rossi del bellunese! Colpa di chi?


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Martedì della V settimana di Pasqua

At 14,19-28 Sal 144 Gv 14,27-31: Vi do la mia pace.

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San Giuseppe nel Canone della Messa

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Cronaca Bianca
VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTIT└ FRANCESCO NEGLI EMIRATI ARABI UNITI (3-5 FEBBRAIO 2019)

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VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTIT└ FRANCESCO NEGLI EMIRATI ARABI UNITI (3-5 FEBBRAIO 2019)

Founder´s Memorial (Abu Dhabi) Lunedì, 4 febbraio 2019
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Maria non si prega, ma si imita ů

ů o meglio, si prega meditando quello che si dice, e così facendo si "impara" ad imitarla.
Pensieri del Gufo
PENSIERI DEL GUFO

Su una vecchia quercia stava un vecchio Gufo, più taceva e più sapeva, più sapeva e più taceva...
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Carlo Acutis: commozione ad Assisi per la traslazione del corpo del Venerabile

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Eli, una vita accanto al "fuoco"

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Quel gesto d´amore mi ha salvato

Dal Genfest la testimonianza di Jean Paul del Burundi e Egide del Ruanda.

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Messaggio Cristiano

Siamo nelle mani di Dio, che fortuna!

“Questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato”. Queste le parole pronunciate nella sinagoga di Cafarnao e che la liturgia di questa domenica ci ripropone.

 

Gesù le ripete nell’ultima cena rivolgendosi al Padre: “Nessuno di loro è andato perduto”.  Fino a quel momento era stato lui a custodirli. Aveva portato a termine la missione che il Padre gli aveva affidato. Pochi momenti dopo la grande preghiera, avrebbe compiuto un gesto estremo in difesa dei suoi, consegnandosi nelle mani dei nemici e ottenendo che essi fossero lasciati liberi. “Se dunque cercate me – avrebbe detto alle guardie nell’orto degli ulivi –, lasciate che questi se ne vadano”.
Com’è denso quel verbo che Gesù continua a ripetere nella sua preghiera, “custodire”: è vigilanza responsabile, è sorvegliare con amore e premura, è prendersi cura con tenerezza, è provvedere ad ogni necessità, è preservare dai pericoli e dalle tentazioni… Tutto questo ha fatto Gesù come pastore buono, nel tempo che era stato con i suoi.
Ora che stava per tornare al Padre dal quale era venuto, era in pensiero per i suoi discepoli. Sapeva le difficoltà che li attendevano. A chi avrebbe potuto affidarli se non al suo stesso Padre? Stava a lui adesso custodirli dal Maligno e da tutte le molte ostilità del mondo: “Padre santo, custodiscili nel tuo nome… Ti prego che tu li costudisca dal Maligno”.

 

Che gioia saperci custoditi!

 

Quando ci troviamo in difficoltà estrema e non sappiamo più cosa fare, ci arrendiamo dicendo: Siamo nelle mani di Dio.
Che brutto dirlo con rassegnazione: Purtroppo non c’è altro da fare, quindi mettiamoci nelle mani di Dio. Dovremmo dire: Che fortunati, siamo nelle mani del buon Pastore, siamo al sicuro… Ci conosce.
Non siamo soli e indifesi: siamo nelle mani di qualcuno che ci ama.
 

Fabio Ciardi

 

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